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Milano, 3 apr – Nella notte tra sabato e domenica è scomparso a 84 anni Cesare Maldini, indimenticabile bandiera e capitano del Milan tra il 1954 e il 1966. Nato a Trieste il 5 febbraio 1932 fu prelevato dalla Triestina, per la cifra record di 58 milioni di lire, dai rossoneri formando con Trapattoni una delle coppie difensive più rocciose dalla storia del calcio. Ha vestito la casacca del Diavolo per 412 volte, siglando tre marcature, riuscendo nell’impresa di conquistare quattro scudetti, una Coppa Latina, e nel 1963, con la fascia di capitano al braccio, la prima Coppa dei Campioni meneghina – e del calcio italiano – contro l’armata rossa del Benfica di Eusebio nello stadio londinese di Wembley.

Padre di Paolo Maldini – unica coppia papà-figlio del calcio mondiale a sollevare la Champions League con la stessa maglia – dopo aver dismesso i panni da calciatore nel 1967 è diventato allenatore. Prima tra i rossoneri come vice di Nereo Rocco per tre stagione, poi ha assaporato il calcio di provincia tra Foggia, Terni e Parma conquistando una promozione in serie B con i ducali. Cesare Maldini tra il 1980 e il 1986 è stato assistente di Enzo Bearzot, sulla panchina della nazionale maggiore, vincendo il Mondiale di Spagna nel 1982. Dal 1986 al 1996 ha guidato l’Under 21 conquistando tre europei di categoria per poi diventare tecnico degli azzurri, uscendo nel Mondiale di Francia del 1998 ai quarti di finale contro i padroni di casa, poi divenuti campioni in finale contro il Brasile. Nel 2001 divenne commissario tecnico del Paraguay conducendolo agli ottavi, sconfitti dalla Germania, al Mondiale di Corea del 2002. Negli ultimi anni ha prestato la sua voce come commentatore sportivo presso l’emittente Al Jazeera.

Nella giornata di oggi il Milan, impegnato contro l’Atalanta, giocherà, per commemorare Cesarone, con il lutto nero al braccio.

Lorenzo Cafarchio

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