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Roma, 25 set – Vietato parlare di CasaPound sui social di proprietà di Mark Zuckerberg, anche se sei una pagina satirica di sinistra e dichiaratamente antifascista. Chiedere a Socialisti Gaudenti e Hipster Democratici per conferma. I primi ieri hanno subito l’oscuramento della pagina Facebook. Il motivo? La segnalazione di vecchi post ironici su CasaPound, finiti sotto la mannaia dell’algoritmo. “In meno di 24 ore Facebook ha cancellato due nostri vecchi post su di un famigerato movimento politico occupante abusivo di un edificio pubblico nel centro di Roma (in via Napoleone III) di cui non vogliamo fare il nome, con la motivazione che tali post non fossero conformi agli standard della comunità, nonostante fossero palesemente ironici”, hanno spiegato gli autori della pagina.



Riabilitati ieri sera i Socialisti Gaudenti

Dopo il “clamore mediatico” e la richiesta di revisione, Facebook nella serata di ieri ha riabilitato la pagina di Socialisti Gaudenti scusandosi per l’errore. L’intervento umano ha dunque corretto il tiro dell’algoritmo, che non aveva compreso la natura ironica della pagina. Cosa che invece non avviene quando a fare richiesta di revisione per la decisione dell’algoritmo sono pagine o profili che, pur non avendo nulla a che fare con CasaPound, sono comunque considerati “sovranisti” o non dichiaratamente antifascisti. In questo caso i commissari politici di Facebook decidono sempre di confermare la decisione dell’algoritmo. 

Socialisti Gaudenti condannano anche la censura contro CasaPound?

I Socialisti Gaudenti non hanno comunque preso bene la decisione del gigante social e, nonostante la riabilitazione, hanno scritto questo: “E’ abbastanza emblematico di come sia un metodo fallace quello di far decidere ad un algoritmo – che ha una trasparenza prossima allo zero – in maniera retroattiva di cosa si può discutere in rete. Dare il potere di censura ad una corporation semi-monopolistisca senza alcun controllo di un ente terzo solleva potenziali dubbi su come esso possa diventare in futuro (in realtà già nel presente) un problema per il pluralismo online”. Sostanzialmente gli admin della pagina satirica stanno condannando anche la decisione presa da Facebook nei confronti di CasaPound, schierandosi con le stesse motivazione espresse da Simone Di Stefano contro la censura online.

Hipster Democratici oscurati su Instagram

Discorso diverso per Hipster Democratici, che hanno subito l’oscuramento su Instagram. Qui i tempi per la revisione sono molto più lunghi, visto che non si può richiedere un intervento immediato ma inviare solo una segnalazione con tempi decisamente più lunghi. Così scrivono su Facebook gli admin di Hipster Democratici: “Buonasera, come saprete, anche instagram ha deciso di bannare i meme su casa bau, equiparandoli a contenuti che istigano all’odio: la nostra pagina è stata vittima di questa scellerata politica di moderazione dei contenuti, che parte da una premessa giusta, cioè non fornire una piattaforma ai reazionari, ma che di fatto sta colpendo maggiormente pagine satiriche e assolutamente antifasciste”.

Da notare come l’utilizzo del dispregiativo “Casa bau” venga utilizzato principalmente per non incorrere nella censura di Facebook. Una situazione assurda che rivela tutto il suo paradosso proprio nella censura delle pagine satiriche di sinistra. Che dovrebbero condannare senza se e senza ma ogni tentativo di censura, anche quella contro “i fascisti”.  

Davide Di Stefano



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