Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 13 lug – Al di là degli commenti critici sulle interferenza della Chiesa cattolica in merito alla questione degli immigrati – interferenze dettate sia da questioni di business legato alla gestione dei migranti sia a questioni strettamente ideologiche – l’elemento assente, o mancante che dir si voglia, in questi commenti è un elemento di natura storica fondamentale per capire i rapporti fra Stato e Chiesa nel nostro paese.

Stato e Chiesa: un conflitto secolare

Sotto questo profilo infatti la Chiesa cattolica ha sempre perseguito, prima e dopo l’unità d’Italia, una politica spesso in aperto contrasto con quella dello Stato, la cui unità e laicità sono state sempre avversate dalla prima. D’altronde non dobbiamo mai dimenticare che il Vaticano è una enclave presente sul nostro territorio e che giuridicamente è un ordinamento monarchico.

Le posizioni recentemente assunte da Papa Bergoglio non devono destare alcuna sorpresa. Basti pensare che la Caritas ha sempre sostenuto posizioni di questa natura. Proprio la Caritas, in collaborazione con Famiglia Cristiana e con l’editore bolognese il Mulino, ha pubblicato un saggio sui conflitti dimenticati. In questo volume merita particolare attenzione la riflessione di Francesco Strazzari – professore associato di scienza politica presso la scuola superiore Sant’Anna di Pisa – per il quale «in un contesto caratterizzato da incertezze e crisi economica in cui gli Stati paiono guidati dal calcolo di presunti vantaggi e svantaggi relativi, che è anche una potenza medio-piccola come l’Italia – che pure si è positivamente distinta sul versante del soccorso ai migranti in mare – tenda a riorientare la propria bussola verso gli schemi più tradizionali della condotta della politica estera. La seguente dichiarazione resa dal ministro degli Esteri italiano nel 2014 è in tal senso esemplare: “Dobbiamo recuperare senza vergognarcene un concetto semplicissimo: l’interesse nazionale. Siamo europei e alleati degli americani, ma abbiamo un nostro occhio sulla geopolitica”»

Il nostro Paese dunque non dovrebbe perseguire i propri interessi – cosa che di fatto non fa e non ha fatto come dimostra ad esempio la partecipazione del nostro paese alla guerra in Libia – ma dovrebbe, al contrario, preoccuparsi principalmente della questione degli immigrati e riorientare la propria politica estera su questa problematica facendo proprie le indicazioni della Caritas e della Sante Sede? Una proposta quantomeno originale. E che segna per l’ennesima volta la spaccatura tra Stato e Chiesa.

Roberto Favazzo

5 Commenti

  1. il Vaticano e il suo Pampero non son più la Chiesa, ma burattini terminali al servizio della Massoneria globale del Gran Sinedrio sionista. quando i cattolici rincoglioniti lo capiranno sarà già Eurabia da un pezzo

  2. .. Papa re .. d’Italia….invadere il vaticano e spedirli in sede estera, lontana.. È cosa da fare, già, 100 anni fa..

    • Ci avevamo pensato nel medioevo.
      Ma da Avignone ce l’hanno rimandato indietro.
      Volevamo rifilarlo ai francesi…e forse da quell’epoca che ci detestano.

  3. Ai tempi dei miei “catechismi” vi era una frase che in continuazione scandiva l’ educazione che veniva impartita a noi ragazzi: “non fare ad altri ciò che per te non vuoi”. Oggi, questa elementare ma lapidaria massima educativa non si sente, ne si legge più. Da nessuna parte. O, almeno, io non ricordo più da quanti “lustri” non la sento declamare!… E difatti assistiamo quotidianamente alle gesta di torturatori, magari minorenni, ed ad atti di personaggi insediatisi nella pubblica amministrazione che tutto fanno, basta che sia contrario all’interesse ed al buon senso della gente di cui si autoproclamano: “al servizio”! Detto questo chiedo: “A’ svergogliato d’ un Papa! Perché vuoi imporre alle Italiche genti, già stremate, vessate e spossate oltre modo, tutta quella ripugnante, puzzolente e molesta immondizia in forma umana?”

  4. A parte qualche turista religioso, qual’è il vantaggio per l’Italia avere questa zecca secolare attaccata alle palle? Non siamo l’unica nazione a maggioranza cattolica, magari un pò per volta mandare il papa a svernare in altri paesi cattolici? Magari Argentina?

Commenta