Roma, 12 gen – Manca il papà trans, in effetti, in questo mondo in cui tutto è possibile, anche le cose più scioccanti o improbabili.

Il papà trans: “Non serve la biologia, basta l’amore”

Il papà trans si chiama Francesco Brodolini, come riportato da Fanpage. La donna, dopo la cosiddetta “transizione” dal suo “genere assegnato alla nascita” (sic!), ha incontrato Lulù, altra donna con cui sta insieme da due anni. Entrambi vivono con una bambina, Nina, figlia della seconda donna (un po’ contorto, ma ci siamo). Padre biologico praticamente emarginato, anche se Francesco nega tutto e afferma di non volersi sostituire a lui. Ovviamente, si rilancia sul sempreverde tema dell’ “amore”: “Noi ci sentiamo una famiglia che si vuol bene, nella nostra diversità. Secondo me tutte le famiglie sono famiglie perché è presente l’amore, indipendentemente da tutto”. Anche indipendentemente dalla piccola, a quanto pare.

“Mia madre mi portava i gonnellini, ma io volevo i pantaloni”

Il o la Brodoloni ha iniziato a 27 anni la transizione. “Verso la felicità”, dice lei. Sostiene, infatti, sin dall’età di 5 anni (precocità portami via) di essere stata consapevole di non identificarsi con il “genere femminile assegnatogli alla nascita” (parole di Fanpage, non nostre). E di aver pure protestato contro la madre che le portava abiti femminili: “Mia madre quando mi racconta della mia infanzia mi dice sempre: hai iniziato a piangere quando io volevo metterti la gonnellina e tu volevi i pantaloni”. Ora “ha deciso di essere felice”, dice sempre Fanpage. Chissà quanto potrà esserlo la bambina, ma sospendiamo il giudizio.

Alberto Celletti

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