Roma, 12 gen – Trovati nuovi documenti segreti, “nascosti” da Joe Biden ai tempi in cui era vicepresidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione Obama. E’ quanto riferito da Nbc news, che cita una fonte a conoscenza della scoperta. I documenti classificati sarebbero stati rinvenuti dai legali del presidente Usa, esattamente come quelli emersi nei giorni scorsi e che gli stessi avvocati di Biden trovarono a novembre, mentre stavano chiudendo l’ufficio utilizzato dall’allora vicepresidente statunitense al Penn Biden Center di Washington.

Da allora lo staff di Biden, stando a quanto riportato dai media americani, sarebbe andato in cerca di altro materiale “top secret” che poteva essere ancora custodito in luoghi utilizzati dall’attuale presidente Usa. I National Archives, ovvero gli Archivi di Stato americani, anche in questo caso dovranno informare il dipartimento di Giustizia affinché vengano avviate apposite indagini. Questo perché la legge Usa prevede che presidente e vicepresidente statunitensi, una volta concluso il mandato, consegnino ai National Archives tutti i documenti.

Documenti segreti di Biden, uno strano giallo

Nella giornata di ieri, parlando a Città del Messico, il presidente Usa si è detto “sorpreso” del ritrovamento dei suddetti documenti nel suo ex ufficio, specificando che i suoi avvocati avevano prontamente avvertito i National Archives. Nel frattempo però la Casa Bianca non ha voluto rilasciare commenti, facendo senza alcun dubbio trapelare un certo imbarazzo, sottolineato dalla stampa Usa. Al contrario, come prevedibile, la notizia del primo ritrovamento di documenti era stata subito commentata da Donald Trump, che aveva colto la palla al balzo per lanciare una frecciata a Biden e per chiedere all’Fbi di perquisire la casa dell’attuale presidente Usa: “Quando è che l’Fbi – aveva scritto Trump su Truth – andrà a perquisire le molte case di Joe Biden, e forse persino la Casa Bianca? Questi documenti non erano certamente ‘non classificati’”. Chiaro il riferimento dell’ex presidente Usa al ritrovamento di centinaia di documenti riservati nel suo resort di Mar-a-Lago, in Florida. Quelle carte, portate via dalla Casa Bianca e dunque non consegnate agli Archivi di Stato, lo scorso agosto furono difatti sequestrate dall’Fbi durante un apposito blitz.

Nel caso dei documenti “conservati” da Biden, c’è però un elemento da considerare e che immaginiamo sia stato notato da tutti: a ritrovarli e a consegnarli ai National Archives sono stati i legali dello stesso presidente Usa. Come mai, a distanza di anni, proprio lo staff di Biden li ha tirati fuori? Clamorosa scoperta e conseguente, quanto corretta, segnalazione alle autorità giudiziarie oppure c’è altro? E’ piuttosto strano che Biden si autodenunci così, a meno che non si voglia pensare a un complotto del suo staff contro di lui. Improbabile, si dirà. Senz’altro, quindi è altrettanto improbabile che i documenti emersi adesso contengano informazioni scottanti. A che gioco sta giocando Biden?

Eugenio Palazzini

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