Roma, 15 set – Se Giuseppe Conte fosse una percentuale sarebbe l’80%. Percentuale ovviamente farlocca, come gran parte delle dichiarazioni dell’ex-presidente del Consiglio, ora focalizzato nell’imprimere numeri a caso di programmi egualmente casuali che durante i suoi governi sarebbero stati rispettati.

Conte e l’80% del programma

Nelle ultime settimane Conte non fa altro che ciarlare di un presunto 80% del programma politico che sarebbe stato rispettato. Quale non si sa, tra l’altro, considerata la differenza netta in termini ideologici dei due governi da lui presieduti. L’ex-premier ne aveva già parlato all’Aria che tira diversi giorni fa, per poi ripetersi a Quarta Repubblica, come riportato da Tgcom24: “Abbiamo realizzato l’80% del programma del 2018 e questo è stato possibile perché la stella polare era il programma. Oggi puntiamo a realizzare il 100%”. Poi ha aggiunto: “La nostra stella polare è sempre stata il programma, adesso abbiamo ancora più esperienza e puntiamo a portare a termine tutte le proposte del nostro programma”. In teoria, quindi, il “programma rispettato” per l’80% sarebbe quello del governo gialloverde, tendenzialmente anti-europeista e decisamente anti-immigrazionista: in pratica, l’opposto di quello successivo. E del programma attuale del Movimento 5 Stelle. Vabbé.

“Mi impegnerò costi quel che costi”

Le promesse ovviamente volano. E Conte gioca a fare il solenne: “Quello che garantisco è che costi quel che costi, mi impegnerò a far rispettare il programma con le unghie e con i denti. Non voglio un mandato in bianco pur di stare al governo e galleggiare. Qualsiasi prospettiva che abbraccerò sarà solo se mi permetterà di rispettare questo programma”. Poi la stoccata contro il Pd, con cui “non possiamo lavorare, dopo gli errori che hanno fatto, dopo le accuse che ci hanno rivolto. Ci hanno voltato le spalle per abbracciare Di Maio, Tabacci, Calenda, Gelmini. Hanno abbracciato tutti pur di buttarci via dal sistema. Andiamo orgogliosamente da soli e saremo ancora più intransigenti nel realizzare il nostro programma.  Il Pd ha buttato a mare l’esperienza del Conte 2 che ha retto l’impatto della pandemia. Dovevamo essere disastrati, siamo stati modello per l’Europa e per il mondo”.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta