Home » Da Soros ai radical chic: tutti gli amici del Baobab

Da Soros ai radical chic: tutti gli amici del Baobab

by Elena Sempione
2 comments

Roma, 13 nov – Sta facendo molto discutere lo sgombero del Baobab, il campo per immigrati «transitanti» allestito dagli antifascisti romani nei pressi della stazione Tiburtina. L’attuale associazione è rinata nel 2015 come Baobab Experience, dopo che era stato chiuso in quanto parte della cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi, il boss di «Mafia Capitale». Da allora gli attivisti si occupano degli immigrati, spesso clandestini, che giungono a Tiburtina, aiutandoli a sfuggire ai controlli. Su La7 il portavoce Andrea Costa ammise per esempio, molto candidamente, che l’organizzazione aveva aiutato i clandestini della Diciotti ad arrivare a Ventimiglia. Il Baobab, insomma, è diventato una sorta di porto franco per gli immigrati irregolari.


Sgomberato per ben 22 volte negli ultimi tre anni, sembra si sia arrivati all’ultimo atto di questa storia. E mentre Salvini esulta, tutta la sinistra radical chic e autorazzista piange. Gad Lerner ad esempio, sfidando il senso del ridicolo, cinguetta: «Lo sgombero del centro Baobab di Roma, modello esemplare di accoglienza per migranti e italiani, è un ulteriore salto di qualità della politica repressiva che ha già infierito contro Mimmo Lucano a Riace e le ong del soccorso in mare». Non si poteva tessere elogio più commosso del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in effetti.


Anche Monica Cirinnà, madrina di tutta le minoranze, alza al cielo i suoi lamenti: «Lo sgombero del Baobab da parte dell’inumano e crudele Matteo Salvini con la complicità di Virginia Raggi è pura propaganda sulla pelle degli ultimi. Le ruspe sugli alloggi di chi vuole sopravvivere non hanno niente a che fare con la legalità». Ma tra gli amici del Baobab non ci sono solo politici e intellettuali di sinistra. C’è per esempio Myrta Merlino, che non perde occasione per interpellare Andrea Costa a L’aria che tira. E c’è anche, ultimo ma non ultimo, l’immancabile George Soros, che con la sua Open Society non ha perso tempo a finanziare il Baobab.
Elena Sempione

You may also like

2 comments

Fabrizio 13 Novembre 2018 - 2:59

Informazione pura e semplice, tempestiva, corretta e documentata, che può infastidire solo chi non gradisce di essere contraddetto. AVANTI COSÌ !!!!!

Reply
Giulio Ercoli 13 Novembre 2018 - 4:49

Lo sgombero del centro #Baobab di #Roma, modello esemplare di accoglienza per #migranti……ma il sig. Gad Lerner l’ha mai visto???
Degrado sporcizia e delinquenza…….peggio delle “favelas”
continuano a prendere in giro….”è finita la pacchia”

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati