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Roma, 12 feb – Luigi Di Maio è il nostro ministro degli Esteri. Di certo quindi sta facendo molta pratica con l’inglese, visti gli impegni internazionali che gli competono. Una lingua a lui più congeniale – come aveva chiosato Vittorio Feltri – perché priva di congiuntivi. Tuttavia il titolare della Farnesina si è fatto un po’ prendere la mano. Infatti in conferenza stampa, parlando dell’epidemia cinese che sta allarmando tutto il mondo, ha pronunciato “coronavirus” in un mix maccheronico italo-inglese: “coronavairus”. Il video è diventato subito virale, perché in un discorso completamente in lingua italiana, sentire pronunciata la parola “virus” (che viene dal latino e significa “veleno”) come la pronunciano gli anglofoni fa sorridere. Forse che Di Maio voleva essere più internazionale possibile? O magari avrà pensato che “vairus” denotasse maggiore competenza scientifica, oltre che linguistica?

Insomma, l’ex capo politico del M5S, un tempo celebre per una consecutio temporum tutta sua, farcita di arditi neologismi verbali, ora ha decisamente fatto un salto di qualità, all’altezza del suo incarico, sfoggiando la parlata perfetta per i summit internazionali (questa sì che è una parola inglese: si pronuncia “sammit”).

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. Fa molta pratica con i soldi nostri. E così è per tanti altri. E i competenti, che dovremmo pagare per questo, si ritirano, scappano, si nascondono…, o non esistono?! E’ una questione da risolvere e in fretta.

  2. di Maio si è di nuovo coperto di ridicolo non c’è dubbio. Non ci meravigliamo perché ci siamo abituati. E non ce ne importerebbe nulla se non rappresentasse l’Italia in giro per il mondo. Ma chi sta imbastardendo la lingua italiana infarcendola continuamente di anglicismi fa danni ben peggiori. meno dannoso il suo ridicolo strafalcione di “endorsare”, “gate”, “premier”, “jobs act”, “stepchild adoption”, “warning pickpokets”(annuncio della PS nei treni, al posto dell’italiano), “join the Navy” ecc. ecc. ecc. con cui giornalisti, politici e anche amministratori locali e addirittura militari (“Join the Navy” pubblicizzava appunto l’arruolamento in Marina facendo rivoltare nella tomba i nostri marinai caduti per il Tricolore). Di questo passo la pronuncia di Di Maio tra pochi anni non farà più ridere nessuno ma ci sarà imposta assieme agli altri orribili anglicismi, rispetto ai quali risultano meno orribili i boldrinismi femministi, che se non altro si formano nell’ambito della lingua italiana

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