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Buenos Aires, 12 feb – Gli italiani sono mafiosi “per genetica”: lo ha sostenuto sabato alla Fiera del Libro tenutasi all’Avana la vicepresidente argentina Cristina Kirchner, parlando dell’ex presidente Mauricio Macri: “in Argentina il lawfare ha avuto una componente mafiosa che ha provocato la persecuzione dei miei figli”. A proposito della succitata componente mafiosa, questa, secondo la vicepresidente, “deve essere probabilmente causata dagli antenati di chi è stato presidente proprio come ha denunciato un noto giornalista del giornale quando ha parlato della ‘ndrangheta. Devono essere quegli antenati”. Cioè gli italiani. 

Fernandez si dissocia

L’attacco a Mauricio Macri, avversario di Kirchner nonché ex presidente dell’Argentina di origini italiane, getta chiaramente un’onta di spregio sullo Stivale e non è dicerto passata sotto silenzio: il presidente in carica, Alberto Fernandez, ha immediatamente preso le distanze da Kirchner, sottolineando che “i valori dell’Italia sono fondamentali in Argentina” e ha poi postato su Twitter una foto del suo incontro con l’ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Manzo. Proprio nel tentativo di mettere una toppa all’indegno scivolone della Kirchner ha scritto: “Con l’ambasciatore italiano Beppe Manzo condividiamo i risultati della visita a Roma. Abbiamo parlato di investimenti produttivi e di cooperazione scientifica e tecnologica. Abbiamo anche evidenziato il contributo della comunità italiana e dei suoi valori allo sviluppo dell’Argentina”.

Tesi italofobica

Dura anche la condanna della Fondazione Apollo, come riporta AdnKronos: “Le espressioni usate dalla vicepresidente della Nazione presentano un carattere discriminatorio, in quanto attribuiscono una sospetta condotta mafiosa di una persona ai suoi “antenati”, come se i comportamenti etici o contrari all’etica non dipendessero dalla libera determinazione degli esseri umani, ma dalla loro discendenza, dalla loro origine etnica”. La Fondazione Apollo ha concluso così la sua replica a Kirchner: “Contrariamente alla tesi italofobica dell’ex presidente, due dei nostri più grandi leader, che incarnano onestà, distacco personale, protezione del patrimonio dello Stato e disinteresse per il patrimonio straniero e proprio, sono Manuel Belgrano e Arturo Illia, entrambi discendenti di italiani”.

Maie: “Ci aspettiamo delle scuse”

Sempre l’Adnkronos riporta le dichiarazioni indignate del deputato italo argentino Mario Alejandro Borghese del Maie (Movimento associativo italiani all’estero) “Ci auguriamo delle scuse”, afferma. “Ciò che è stato detto non è sicuramente quello che voleva dire, parlando male di Macrì ha detto questa frase, – dice Borghese – ha un motivo personale contro l’ex presidente. Sono parole che non bisogna dire, noi speriamo che lei possa scusarsi anche perché le comunità italiane in Argentina sono più del 50% della popolazione“.

Cristina Gauri

8 Commenti

  1. Se mi sento dare del geneticamente mafioso, sono obbligato a rispondere a questa stronza che le ideologie, i comportamenti sociali non sono ereditabili dal punto di vista genetico. Si riguardi gli appunti delle medie.

    • …geneticamente non credo…troppo scura di pelle…per quanto riguarda l’ideologia ” nazionalsocialismo” non credo che ci arrivi intellettualmente….

  2. Non è possibile una genetica di questo tipo poichè si presuppone che certi comportamenti siano dettati solo dalla soggettivitá. Proprio come essere delle mignotte! Soggettivitá.

  3. >>>> CFK è nel giusto se riferito l Sud Ialia e Sicilia … mfia e camorra non sono nel dna dei cisalpini ke nemmeno è cultura loro …

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