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Roma, 12 feb – Norma Cossetto sarà cittadina onoraria di Roma. Un omaggio alla giovane istriana stuprata, torturata, uccisa e poi gettata in una foiba dai partigiani jugoslavi e italiani. Un riconoscimento importante per un simbolo della tragedia delle Foibe, arrivato grazie ad una mozione presentata in Campidoglio dal consigliere leghista Maurizio Politi. L’assemblea capitolina ha approvato con 31 voti favorevoli e uno solo contrario, quello della consigliera del Movimento 5 Stelle Gemma Guerrini. “E’ un gesto alla memoria perché Norma non c’è più, era una ragazzina quando fu trucidata dai partigiani titini, per dare un segnale ai negazionisti, anche se sono sempre di meno”, ha spiegato Politi. “Chiediamo che Roma capitale dia a Norma la cittadinanza onoraria per chiudere questa pagina di storia, per dare il segnale che su questo tema le istituzioni sono compatte”.

Il negazionismo si annida tra i 5 Stelle?

I negazionisti saranno anche sempre di meno. Eppure le dichiarazioni del presidente della Repubblica, Serio Mattarella, dimostrano che parlare di “Foibe come pulizia etnica contro gli italiani” non è per tutti un fatto assodato. E così se è facile aspettarsi di trovare negazionisti o giustificazionisti tra le fila dell’Anpi, o tra i partiti di estrema sinistra, dovrebbe essere più difficile scovarli tra i membri di un movimento teoricamente trasversale e post ideologico come i 5 Stelle. E invece succede. Stona non poco il voto contrario di Gemma Guerrini, la consigliera pentastellata che unica si è opposta alla mozione che concede la cittadinanza onoraria di Roma a Norma Cossetto.

Le vergognose motivazioni di Gemma Guerrini

Così ha motivato la sua scelta su Facebook. “Si è arrivati così a rinnegare quel sangue versato perché la nostra Costituzione facesse di noi, di nuovo, un paese civile di cui poter andare orgogliosi. E si è arrivati a strumentalizzare una vittima di crimini di guerra, fino a volerla assumere come esempio di italianità, quella italianità che era in quel tempo sinonimo di violenza, dittatura, leggi razziali. La legge che istituisce il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe si deve al governo Berlusconi che, coronando gli sforzi del revisionismo e del negazionismo, sdoganava sia il fascismo sia i rigurgiti di marca leghista”.

Sì, avete letto bene. Per Gemma Guerrini, consigliera capitolina dei 5 Stelle, il Giorno del Ricordo è il coronamento del revisionismo e del negazionismo. Parole che dovrebbero suscitare la ferma condanna dei vertici del suo stesso movimento. A cominciare dalla “sindaca” di Roma. Aspetteremo (invano) la reprimenda di Virginia Raggi.

Davide Di Stefano

2 Commenti

  1. Dice questa Guerrini ;” quella italianità che era in quel tempo sinonimo di violenza, dittatura, leggi razziali”
    Questa sputa su una grandissima civiltà, la nostra, che seppe esprimere grandi eccellenze anche durante le 2 guerre mondiali.Ma lei, essendo grillina non puo’ nemmeno saperlo.Si vede che non ha mai sentito parlare di Guglielmo Marconi, Ettore Maiorana, Enrico Fermi, Giovanni Gentile,Alberto Beneduce,Italo Balbo, degli architetti del razionalismo e di tanti altri grandi italiani che influenzarono anche lo sviluppo economico dell ‘Italia nel dopoguerra.
    Prima spariscono dalla politica i grillini e meglio è per tutto il paese o cio’ che ne rimane dopo i loro disastri con i cattocomunisti

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