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europa blocco 2Roma, 22 apr – Si è svolto ieri, alla presenza di oltre 500 giovani provenienti da tutta Europa, il congresso dei movimenti giovanili identitari “Europa, comunità di popoli, civiltà”, organizzato da Blocco Studentesco, movimento giovanile di CasaPound Italia.

Dedicato alla memoria di Dominique Venner – una cui gigantografia era apposta a fianco a quelle di Frederich Nietzsche, Ramiro Ledesma Ramos e Leonida – e ispirato alla sua frase-simbolo ‘insorgere contro la fatalità‘, il convegno ha visto nella sua prima parte gli interventi dei portavoce dei movimenti europei. “Ci siamo ispirati al sacrificio di Dominique Venner affinché tutti gli uomini europei capiscano che oggi c’è una battaglia da combattere per far risorgere il nostro continente, per far risvegliare i nostri popoli”, ha esordito Claudio Sardo, del direttivo nazionale di Blocco Studentesco. Gli ha fatto eco Ourania Michaloliakos, dirigente del Fronte Giovanile di Alba Dorata: “Il nostro è un movimento che ha fondato la sua forza sui giovani greci. Il partito e i suoi giovani coincidono ed “essere giovani” prescinde dall’età reale. Chi sacrifica sé stesso per un bene più grande, per la propria nazione, per il proprio popolo, sarà sempre giovane”.

Dopo gli interventi di Jeremy Bizu per Action Française e di Miguel Blanco di Nùcleo Joven, la seconda parte dell’incontro ha ospitato editori, scrittori, storici ed intellettuali che si sono confrontati sul concetto di identità europea e sulle sfide politiche per il futuro. “È un periodo in cui la rabbia per ciò che accade nel nostro continente è palpabile. 
Bisogna comprendere quali sono le potenzialità e i limiti dei movimenti “populisti” in Europa e come è possibile metterli in rete”, ha esordito Adriano Scianca, responsabile culturale nazionale di CasaPound Italia. L’editore tedesco Philip Stein si è concentrato più sul doppio tema immigrazione/Ue: “La crisi migratoria ha generato una serie di proteste che sono divenute un vero e proprio fenomeno cultural-sociale totalmente nuovo per il panorama politico tedesco. Ora, anche nei media mainstream, sono saliti alla ribalta tematiche che prima venivano ignorate ma, al contempo, esistono vere e proprie censure: i media e i partiti decidono cosa si può o non si può dire. Il nostro compito è dimostrar che la nostra Europa non è la loro Unione Europea“. Ha chiuso gli interventi lo storico Valerio Benedetti: “La nostra classe dirigente è autorazzista, odia sé stessa e non produce più cultura. Voglio però mettervi in guardia dai partiti italiani cosiddetti ‘populisti’, il M5S e la Lega. Non sono radicali, non sono alternativi, sono ambigui. Scimmiottano con scarsi risultati i partiti sovranisti che hanno successo in Europa. ‘Dove c’è pericolo, lì cresce anche ciò che salva’. Questa è la sfida titanica che i giovani europei devono accogliere”.

Nicola Mattei

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