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Roma, 7 giu – La Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, cosiddetta Federesuli, nacque a Trieste il 9 dicembre 1989 durante un’assemblea generale cui parteciparono tutte le associazioni degli esuli Istriani, Fiumani e Dalmati. Il 15 gennaio 1990, in uno studio notarile di Trieste, vennero formalmente stipulati l’Atto Costitutivo e lo Statuto dell’Associazione, deliberando anche la composizione degli Organi sociali.
A parte l’Unione degli Istriani (nata nel 1954), che nel 1989 ne era stata socia fondatrice e che nel 2007 ne uscì, oggi Federesuli raccoglie le cinque principali organizzazioni rappresentative dei 350.000 esuli italiani (e loro discendenti) dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, cedute dall’Italia alla Jugoslavia a seguito del Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 e dal 1991, a seguito della dissoluzione della Repubblica Federativa, divise tra le Repubbliche di Slovenia e di Croazia.
Queste cinque associazioni sono le seguenti: Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (fondata nel 1947, principale associazione degli esuli giuliano-dalmati con i suoi 40 comitati provinciali, le sue 14 delegazioni e i suoi oltre 8.000 iscritti), l’Associazione delle Comunità Istriane, l’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio, l’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio, l’Associazione Italiani di Pola e Istria – Libero Comune di Pola in Esilio.
Lo scorso 30 giugno 2018, a Mestre, si è riunito il Consiglio della FederEsuli. il Presidente uscente, Antonio Ballarin, ha presentato al Consiglio una relazione sull’attività svolta  in questi anni e sui risultati raggiunti: la riapertura del tavolo di coordinamento con il Governo; il rifinanziamento della legge 72/2001, recante Interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, per il triennio 2015-2018 e lo snellimento delle procedure burocratiche per la sua applicazione; la riapertura del dialogo con il Governo circa il giusto ed equo indennizzo per i beni abbandonati; l’intervento governativo per le onoranze ai caduti ed ai sacrari di guerra; la proroga del termine per le domande per l’assegnazione delle onorificenze alle famiglie degli infoibati; la valorizzazione del Gruppo di lavoro presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per la diffusione della conoscenza della storia del confine orientale; la divulgazione della storia delle Foibe e dell’Esodo giuliano-dalmata.
Il Consiglio ha modificato lo Statuto di Federesuli, includendo tra gli organi istituzionali dell’associazione la Presidenza Onoraria, quale figura apicale della Federazione. Il consiglio ha poi approvato per acclamazione Guido Brazzoduro (rappresentante dell’associazionismo fiumano) quale Presidente Onorario di FederEsuli. Al termine della relazione il Consiglio ha rieletto all’unanimità Antonio Ballarin alla presidenza della Federazione. Nel conseguente incontro del Comitato esecutivo sono stati eletti all’unanimità quali Vicepresidenti di FederEsuli Davide Rossi, consigliere dell’ANVGD, con funzioni di vicario e David Di Paoli Paulovich Presidente dell’Associazione delle Comunità Istriane.
Il Presidente e i due Vicepresidenti rappresentano la seconda generazione dell’Esodo, quella dei figli e dei discendenti di coloro che furono costretti a lasciare, sotto la minaccia degli invasori slavo-comunisti titini, responsabili degli infoibamenti e delle stragi in cui persero la vita tra i 10.000 e i 20.000 connazionali, con la complicità delle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, le terre cedute a seguito del Trattato di pace del 1947. Ciò dimostra che la memoria dell’esodo, delle sofferenze che ne sono derivate alle popolazioni giuliano-dalmate e la necessità di difendere la memoria storica e la presenza italiana nei territori italofoni hanno avuto il loro passaggio di testimone e che . Il nuovo vertice della Federesuli dovrà affrontare le questioni ancora aperte nel Tavolo Esuli-Governo e l’obiettivo di rendere ancor più patrimonio della collettività nazionale la complessa vicenda dell’italianità adriatica.
Un capitolo ancor più impegnativo dell’azione della Federesuli sarà quello con i  c.d. rimasti, ovvero con la comunità nazionale italiana che dopo l’esodo scelse di rimanere sotto il regime jugoslavo in Istria, Fiume e Dalmazia. Oggi, negli Stati ex jugoslavi, esistono 53 comunità italiane aderenti all’Unione Italiana con quasi 38.000 membri  (di cui una in Montenegro, 6 in Slovenia e le restanti 46 in Croazia). In particolare, sarà fondamentale che gli esuli giuliano-dalmati ottengano dalla Repubblica Italiana un maggiore coinvolgimento e auspicabilmente un ruolo attivo nei rapporti che essa intrattiene – anche con cospicui finanziamenti a carico dell’erario italiano – con l’Unione Italiana e in particolare con le istituzioni della comunità dei rimasti: i servizi radiotelevisivi di Radio Fiume, Radio Pola e Tele Capodistria, la casa editrice Edit di Fiume con le sue pubblicazioni La Voce del Popolo, La Battana, Arcobaleno e Panorama, le istituzioni culturali Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Pietas Iulia di Pola e Dramma Italiano di Fiume, le 52 associazioni sportive e ricreative, infine soprattutto le scuole in lingua italiana presenti in Slovenia (3 dell’infanzia, 3 primarie e 3 medie superiori, con oltre 1.100 alunni) e Croazia (14 dell’infanzia, 11 primarie e 4 medie superiori, frequentate da oltre 3.400 alunni).
Carlo Altoviti

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