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Roma, 2 set – «La storia che ho avuto l’onore di curare sulle pagine che seguiranno parla proprio di questo. Racconta di una scintilla ribelle scaturita dall’immenso rogo spietato dell’Italia che brucia negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Parla di Sergio, un bambino divenuto soldato che veste le “fiamme” sul bavero dell’uniforme. Quelle fiamme sono bianche, come in natura lo sono le più incandescenti, forse perché alimentate da anni di ferocia e morte, nutrite dalle bombe «alleate» sulle città e spinte dal vento della vendetta che serpeggia in tutta la penisola». Con queste parole Alberto Palladino presenta Sergio Pessot, protagonista e autore del nuovo libro di Altaforte Edizioni Figlio del Sole (128 pag., 16,00€, qui la scheda).



Figlio del Sole (Altaforte Edizioni): vita eroica e rivoluzionaria di Sergio Pessot

Un libro (in uscita oggi) che ripercorre la vita eroica e rivoluzionaria di Sergio Pessot, una vita che merita di essere conosciuta, raccontata. L’infanzia in Sudamerica, poi l’arrivo in Italia e la militanza nella Repubblica Sociale. Quel combattere per l’onore d’Italia anche quando nessun’altro ormai ci credeva più. Sergio fa parte di quei ragazzi che non hanno mai abbandonato, che non si sono mai arresi alla sconfitta. Nella Genova “liberata”, Pessot è protagonista, insieme con altri camerati, di episodi goliardici, da veri e propri “franchi tiratori”, come sparare a un carro armato americano. Sono solo ragazzi, ma hanno coraggio, il coraggio di non rinnegare mai le proprie idee, anche se tutti gli altri lo fanno.

Black Brain

La rivoluzione in Sudamerica e l’incontro con Che Guevara

Ma poi questa nazione cominciava a stargli stretta e allora decise di partire, di tornare in Sudamerica. Perché gli ideali, quelli non erano mai morti. Lì incontrò rivoluzionari del calibro di Che Guevara, combatté guerre rivoluzionarie, con il chiaro intento di portare il suo ideale ancora più lontano, ancora più in alto. Ci riuscì, sempre più fiero del suo passato, mentre da ragazzo diventava uomo. Lontano dalla Patria, ma con la Patria nel cuore. Seguiremo le sue avventure mentre seguiva le rivoluzioni in Bolivia, accanto a personaggi coraggiosi, per cercare di restare fedele alle idee, contro ogni nemico che potesse sporcarle. Mentre con la sua attività giornalistica diventava sempre più influente, e tornava in Italia per provare a ricostruire qualcosa anche lì.

Il ritorno in Italia, dall’Msi e i Figli del Sole a CasaPound

Ma in Italia le cose erano cambiate. Non altrettanto la voglia di Sergio di combattere, lottare. Partecipò al Msi e contribuì alla fondazione di una corrente così estrema da essere denominata dagli avversari “Figli del Sole”, un epiteto che voleva essere sprezzante ma che invece è stato portato con orgoglio. Seguiremo la sua vita, diventare “normale”, una famiglia e l’allontanamento dalla politica, finché un giorno non ritrovò in giovani ragazzi gli stessi ideali di un tempo. Il suo avvicinamento a CasaPound, in età avanzata ma solo nel corpo, perché lo spirito era ancora quello del ragazzino che da solo voleva fermare un carro armato.

“Saper essere primavera che irrompe nell’inverno”

Il senso di questi ultimi quattro anni, che valgono molto di più, si possono leggere nella postfazione di Pietro Falagiani. «Saper essere primavera che irrompe nell’inverno è anche il compito che Sergio Pessot ci chiede di fare nostro per continuare a portare avanti la sua lotta. Perché, come più volte lui stesso ci ha suggerito nelle sue conferenze e negli incontri che abbiamo avuto con lui in decine di sezioni di CasaPound sparse per l’Italia, nella stagione di sonno e di sedazione che stiamo attraversando dobbiamo riuscire a trovare il risveglio dentro di noi e saperlo trasmettere alla società narcotizzata che ci circonda».

Ludovica Colli

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