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Fusione nucleare: in Germania attivo il primo reattore al plasma

by Paolo Mauri
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fusione idrogenoGreifswald, 4 feb – Dopo 9 anni di lavori e più di un milione di ore di lavoro di assemblaggio il reattore Wendelstein 7-x del Max Planck Institute for Plasma Physics (IPP) di Greifswald, cittadina posta sulla costa baltica della Germania, è operativo ed in grado di mantenere stabile il plasma.

Il 10 dicembre scorso sono cominciati i primi test presso l’istituto di ricerca che ha il più grande dispositivo di fusione del tipo “stellator” al mondo: un milligrammo di gas elio è stato introdotto nella camera a vuoto del reattore, riscaldato attraverso impulsi a microonde da 1,3 MW e così si è potuto osservare il primo plasma stabile al mondo. “Siamo partiti con plasma prodotto dall’elio, un gas nobile. Non passeremo ad un altro soggetto di investigazione prima dell’anno prossimo – ha riferito in quell’occasione il capo-progetto professor Thomas Klingerquesto perché è più semplice raggiungere lo stato di plasma con l’elio”. Con il 2016 però l’esperimento ha fatto il passo avanti decisivo verso la via della fusione nucleare: nella giornata di ieri alle ore 14:35 GMT (le 15:35 ora italiana) il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dato il via all’esperimento che ha portato alla formazione di plasma ad idrogeno, elemento chimico che è il combustibile per la fusione nucleare, la stessa energia che alimenta gli astri tipo il nostro Sole.

La fusione all’idrogeno rilascia molta più energia della fusione dell’elio, questo spiega perché il successo dell’esperimento di ieri dello stellator Wendelstein 7-x rappresenti un enorme passo avanti nella ricerca della fusione nucleare. Per iniziare il processo di fusione sono necessarie temperature estremamente elevate, dell’ordine di 100 milioni di °C: a queste temperature gli atomi di idrogeno divengono energeticamente eccitati sino al punto di collidere gli uni con gli altri e di fondersi generando elementi più pesanti (come l’elio) e rilasciando energia entro una nuvola di plasma. Per poter mantenersi stabile, questa nuvola di plasma non deve toccare le pareti fredde del reattore, così lo stellator è dotato di 425 tonnellate di superconduttori e magneti super-raffreddati per mantenerla in sospensione.

Il Wendelstein 7-x non è stato creato per produrre energia utilizzabile, dato che ancora ne assorbe molta più di quanta ne rilascia tramite il plasma, ma per ricreare le condizioni che si presentano all’interno delle stelle e poter studiare un modo di creare una reattore a fusione che sia conveniente. Prima di oggi solamente un reattore tipo tokamak era ritenuto essere in grado di poter produrre plasma di tale tipo: il reattore sperimentale Iter; quello tedesco rappresenta il più grande stellator al mondo ed è un unicum nel suo genere in grado di dimostrare il vantaggio di poter lavorare in modo continuo al contrario del tokamak che può solo operare “a impulsi” senza equipaggiamento ausiliario.

Paolo Mauri 

 

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