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Roma, 8 lug – O ti associ al dolore e alla commemorazione o ti tolgo la parola. E se provi a porti degli interrogativi sulla dinamica dei fatti rischi pure di essere cacciato. Chi scrive non ha mai provato particolari simpatie per Carlo Giovanardi, noto ai più per le sue posizioni quasi sempre questurine e bigotte, ma fa un certo effetto vedere il modo con cui è stato trattato in Senato per non essersi allineato al pensiero comune, o meglio al sentimento comune in questo caso, sull’omicidio di Fermo. “Non so cosa sia successo, impareremo e approfondiremo l’accaduto, e può essere benissimo che un balordo ha fatto una cosa terribile. Ma trovo sgradevole…” e via giù una bordata di fischi e grida da buona parte dell’emiciclo che lo hanno interrotto.

Giovanardi stava tentando di dire che l’accostamento tra la strage dei 9 italiani a Dacca e l’uccisione di Emmanuel Namdi non avesse senso, ma la stessa presidente di turno Linda Lanzillotta lo zittisce :”Giovanardi le avevo dato la parola se voleva associarsi alla commemorazione ma se lei no sa di cosa stiamo parlando…”. La presidente suona il campanello e passa la parola al senatore Carraro che “ha facoltà di associarsi”. Giovanardi prova a rispondere “sono ancora libero di intervenire in questo Parlamento” ma poi gli viene spento il microfono, partono gli insulti “sei un verme” da parte del 5 Stelle Vincenzo Santangelo e “razzista!” da Valeria Cardinali del Pd e aumentano le urla “Fuori! Fuori!”. Una bella dimostrazione di cosa sia oggi la libertà di espressione in Italia.

Davide Romano

5 Commenti

  1. si, è la stessa libertà di espressione concessa a chi ha chiamato orango un ex ministro…
    (pare che ora l’avvocato difensore stia usando quell’episodio come attenuante nel caso di Fermo..).
    La libertà di espressione è un valore anche in questi casi?
    saluti

    • Guarda che ti si stanno scaricando le batterie. Devi dire ai tuoi PADRONI e BURATTINAI di provvedere alla ricarica. Già che ci sei, inoltre, provvedi a farti anche aggiornare il disco rigido con tutto il campionario delle obiezioni di circostanza, perché sei già in arretrato di aggiornamenti.

  2. Gianni…….è la stessa libertà di espressione e di pensiero di chi, come Pansa, cercando di dare una lettura della nostra storia dal 1920 al 1948 piu’ equa e centrata, si becca costantemente appellativi tipo ” fascista di merda” e simili…..ed ora, se si nega o anche solo si cerca di dare diversi confini ad avvenimenti storici la cui piu’ grande realtà è data solo dalla ripetizione coatta e non da una ricerca storiografica accurata e serena, si rischia anche la galera…..naturalmente le Foibe non rientrano nella casistica….

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