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Roma, 11 ott – Anni fa Gerald Butler venne invitato da Jimmy Kimmel, popolare anchorman tv statunitense, a partecipare a una rubrica chiamata Mean Tweets ovvero “tweet cattivi”. In pratica, il vip di turno legge i commenti caustici sui social indirizzati a lui. Uno di questi recitava: “Ma Butler  fa tutti quei film di merda perché ha un gigantesco debito da saldare in tasse universitarie?” alché l’attore scozzese replicò: “No, faccio quei film di merda e basta”.

Greenland, polpetta apocalittica

Greenland può rientrare nella categoria. In soldoni, è l’ennesimo film apocalittico in cui l’obiettivo finale non è quello di salvare la Terra ma solo la propria famiglia – che si fondesse pure, il Pianeta. Che è minacciato da un gigantesco asteroide, anzi no, una meteora (cambia poco) cosa che tutti sottovalutano fino a quando palle incendiate dal cielo non iniziano a radere al suolo intere città, ovvio. Butler è un architetto in crisi con la moglie perché le ha messo le corna e lei l’ha sbattuto fuori casa. Siccome però è la festa del loro bimbo, affetto da diabete, la donna lo riaccoglie in casa. E proprio in quel momento a Butler arriva un avviso “presidenziale” in cui gli viene detto che è uno tra i fortunati (si salveranno solo gli “esperti”, quindi siamo messi malissimo) insieme alla famiglia a poter accedere ad un bunker in Groenlandia e avere salva la pellaccia.

Bianchi cattivi e neri eroi

Cosa accade, però? Che l’allegra famigliola si reca all’aeroporto per essere portata via, ma i militari scoprono che il figlio è diabetico e allora li lasciano a terra. La famiglia si divide, si riunisce, affronta la violenza e il panico collettivo, con un solo unico denominatore: i bianchi sono cattivi, razzisti, violenti, i neri invece sono empatici soldati, amici, aiutanti, insomma sono gli unici personaggi positivi dell’assurda trama. Alcuni esempi: Butler che viene circuito e picchiato da due bianchi redneck che lo accusano di non meritarsi di stare nell’élite dei “salvati” perché non nato in America. Il protagonista, come l’attore stesso, è scozzese: e tutti noi conosciamo il celebre razzismo statunitense contro gli scozzesi! In una scena di un saccheggio in farmacia, la moglie e il figlio del protagonista vengono graziati dall’unico nero – si, veramente – protagonista della razzia. Altro cliché made in Usa è quello del vecchio suocero di Butler, veterano di guerra e fedele ai valori della sua terra tanto da rifiutare di salvarsi andando in Canada insieme al nipotino. Anche questa è fantascienza: se c’è una cosa che il coronavirus – o la paura del coronavirus – ci ha dimostrato è che i vecchi non mollano assolutamente di fronte al minimo barlume di salvezza.

Per salvare la famiglia ammazza centinaia di innocenti

Altra cosa divertente è il dettaglio che in pratica Butler per salvare la sua famiglia manda al macello centinaia di americani; quando sale sull’aereo militare che lo dovrebbe portare in Groenlandia e scopre che la moglie non c’è, fa riaprire il portelllone e lascia che il velivolo venga assalito dalla folla incazzata – col risultato che esplode tutto l’aeroporto. Una volta giunto in Canada si piazza sulla pista di decollo dove c’era un aereo già pronto a partire e a mettere in salvo centinaia di persone, il pilota si muove a commozione, lo fa salire e per colpa di questa decisione arrivano più tardi in Groenlandia … in tempo per beccarsi la tempesta di asteroidi. Pilota morto, famiglia salva. Grazie Gerald. Che, ovviamente, è anche uno dei produttori del film.

E vissero tutti incendiati e contenti

Altro spoiler: il mondo viene incenerito da un’asteroide mostruoso che si schianta “tra il Nord Africa e l’Europa” (quindi da noi in Italia, ancora grazie Gerald) ma alla fine sentiamo le voci di chi in ponte radio chiede aiuto da Parigi, Beirut etc etc, cosa fisicamente impossibile data la catastroficità con cui viene descritto l’evento, una roba da estinzione completa. Morale della favola; se mettete le corna a vostra moglie fate morire centinaia di persone pur di chiudervi in un bunker con lei a fare terapia matrimoniale – eliminata la concorrenza grazie a un asteroide è tutto più semplice – e il mondo sarà salvo. Il conto in banca di Gerald Butler, pure.

Ilaria Paoletti

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