Roma, 27 apr – Il Papa striglia le suocere, nell’udienza generale, pur usando un po’ il bastone e un po’ la carota. Se ne parla su Tgcom24.

Il Papa e le suocere: vittime di “luoghi comuni” ma troppo chiacchierone

Papa Francesco dice apertamente che le suocere dovrebbero frenare “la lingua”, pur essendo vittime di “luoghi comuni” che sono superati. La catechesi di Bergoglio è dedicata al libro di Rut, nella Bibbia, che narra dell’affetto reciproco tra una suocera e una nuora. Un dialogo testimone del rapporto tra generazioni diverse che, secondo il Papa, va rinsaldado. Questo dice Bergoglio: “La suocera è un personaggio mitico, la suocera non dico che la pensiamo come il diavolo ma sempre la si pensa in brutta figura, ma la suocera è la mamma del tuo marito, di tua moglie, pensiamo oggi a questo sentimento un po’ pervaso che la suocera quanto più lontano meglio è. No, è madre, anziana, e una delle cose più belle delle nonne è vedere i nipotini, quando i figli hanno dei figli, rivivono. Guardate bene il rapporto che voi avete con le vostre suocere: sì delle volte sono un po’ speciali, ma hanno dato la maternità del coniuge, hanno dato tutto: almeno farle felici, che portino avanti la vecchiaia con felicità e sì, se hanno qualche difetto, che si correggono: anche a voi suocere dico, state attente con la lingua, che è uno dei peccati più brutti, state attente”.

Il personaggio di Rut

Rut “accetta la suocera e la fa rivivere e l’anziana Noemi assume l’iniziativa di riaprire il futuro per Rut, invece di limitarsi a goderne il sostegno”, afferma Bergoglio. È un libro, prosegue il pontefice, che “contiene anche un prezioso insegnamento sull’alleanza delle generazioni: dove la giovinezza si rivela capace di ridare entusiasmo all’età matura, questo è essenziale, la vecchiaia si scopre capace di riaprire il futuro per la giovinezza ferita. In un primo momento, l’anziana Noemi, pur commossa per l’affetto delle nuore, rimaste vedove dei suoi due figli, si mostra pessimista sul loro destino all’interno di un popolo che non è il loro. Perciò incoraggia affettuosamente le giovani donne a ritornare nelle loro famiglie per rifarsi una vita. Dice: ‘Non posso fare niente per voi’. Già questo appare un atto d’amore: la donna anziana, senza marito e senza più figli, insiste perché le nuore la abbandonino. Però, è anche una sorta di rassegnazione: non c’è futuro possibile per le vedove straniere, prive della protezione del marito. Rut resiste a questa generosa offerta. Il legame che si è stabilito è stato benedetto da Dio: Noemi non può chiedere di essere abbandonata. In un primo momento, Noemi appare più rassegnata che felice di questa offerta: forse pensa che questo strano legame aggraverà il rischio per entrambe. In certi casi, la tendenza dei vecchi al pessimismo ha bisogno di essere contrastata dalla pressione affettuosa dei giovani”.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta