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Lucca, 29 nov – Fra i fumetti presentati all’ultimo Lucca Comics and Games ce n’è uno che emerge per essere riuscito a sferzare con la satira i monoliti del politicamente corretto. Si tratta de L’invasione dei soviet zombies, edito da Cagliostro E-Press, che in poco più di trenta pagine ben scritte da Massimo Ginatempo e ben disegnate da Daniele Schintu, spezza la marcia della comoda satira a senso unico per farci ridere – amaramente – di un certo conformismo culturale. Il messaggio è quindi del tutto attuale, nonostante si sviluppi nel 1937 in una storia che rievoca in modo ucronico personaggi come D’Annunzio, Mussolini e Stalin, che dalla Luna martella con messaggi politicamente corretti la mente delle persone trasformandole in zombie.

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Parliamo di questo albo con Massimo Ginatempo, autore della storia e dei testi.

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Innanzitutto come nasce L’invasione dei soviet zombies?

Nasce da un’idea di Piero Viola (Cagliostro E-Press) che ha suggerito il contesto. Su questa base io ho lavorato mettendoci l’anima, cambiando il soggetto e creando il titolo, buttandoci dentro un po’ di idee che avevo in testa. Ho tenuto un po’ dei personaggi originali rimescolando il copione. I disegni di Daniele Schintu hanno fatto il resto.

Chi sono i soviet zombies?

I soviet zombies rappresentano il pensiero unico e conformista. Oggi spesso ci troviamo ad ascoltare conversazioni fatte di discorsi preconfezionati ripetuti come un mantra. Una mantra del politicamente corretto che, inanellando frasi fatte, costruisce processi invece che dibattiti, sentenze invece che dialoghi. In questa storia mi sono voluto un po’ sfogare di questo sistema che ormai impedisce di ragionare su cose che, se prima davamo per scontate, oggi vengono ribaltate con spiegazioni troppo semplicistiche, non ben comprese nemmeno da chi le ripete. Come gli zombie appunto, che ti mangiano il cervello senza però averlo.

Fa venire in mente l’impiegata russa della storia, che dopo aver inviato vari messaggi si rifiuta di scrivere “madre è solo concetto antropologico”. Stalin le spiegherà che, se non è d’accordo, verrà eliminata.

fumetto soviet zombies 2Lei infatti, nonostante il contesto, mantiene la propria lucidità. Si può dire che ci riesca grazie ‘alla natura’. La sua natura di donna, non ancora totalmente cancellata dalla “rieducazione”, si ribella davanti alla negazione della maternità. Una lucidità che stiamo perdendo, bombardati dai messaggi subliminali che fanno venire in mente Overton e la sua famosa finestra. Si tratta di un modello di rappresentazione delle possibilità di cambiamenti nell’opinione pubblica, con cui il pubblicitario Overton descrive come delle idee, totalmente respinte al loro sorgere, possano essere poi accettate pienamente dalla società, per diventare infine legge. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a questo su diversi fronti. Stiamo masticando idee che una generazione fa sarebbero state impensabili e grottesche. Ma se intervengono giustificazioni pseudo-scientifiche e poi una forte pressione culturale – da parte di giornalisti, scrittori, opinion leader – i concetti vengono inseriti nel “pubblico dibattito”, una lavatrice dove tutto è pensabile. Una volta che quel pensiero diventa ‘moda’, il nostro bisogno di piacere agli altri, di integrarsi, di conformarsi fa il resto, portandoci alle vette del politicamente corretto. Chi non si conforma viene infine ricattato moralmente in quanto nota stonata del coro.

Hai scelto di parlare di questi argomenti con un linguaggio comico, sicuramente molto efficace ma sempre rischioso.

Indubbiamente, con la comicità il linguaggio non è sempre univoco, soprattuto con i doppi sensi. C’è sempre il rischio di non essere compresi, di sparare a salve. Fra l’altro, a proposito dei personaggi caricaturali che fanno parte del manipolo che dovrà salvare il mondo, farli parlare tutti con dialetti diversi è stato oggettivamente la parte più difficile del lavoro. A parte il sardo – io sono di Porto Torres – le altre frasi le ho dovute ricostruire con amici e conoscenti della varie regioni. Questi personaggi evocano l’italianità con i suoi pregi e suoi difetti. Si tratta di una cosa un po’ simbolica: rappresentano l’Italia e la sua difesa da una minaccia esterna.

Nell’effetto comico aiuta il disegno di Daniele Schintu, un altro sardo.

Daniele è riuscito a dare un preciso stile al fumetto, che potremo definire ‘comico manga’ applicato a un immaginario totalmente altro da quello giapponese. Si tratta di un disegnatore che capisce profondamente le sceneggiature.

La nota comica più ‘amara’ rimane vedere gli zombie assaltare gli umani a suon di motti del tutto attuali, fino al “ce lo chiede l’Europa”, nonostante la storia sia ambientata nel 1937.

Devo dire che la scelta di inserire questi neologismi in un momento in cui non esistevano è stata in qualche modo difficile. Da un lato la necessità di usare il vocabolario del politicamente corretto, dall’altra la mia pignoleria, per cui non mi piaceva mettere frasi fuori contesto storico. Ma il pieno funzionamento del meccanismo comico mi ha convinto. E del resto di frasi da utilizzare, purtroppo, ce ne sono davvero tante.

Simone Pellico

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