Roma, 22 dic – Ita Airways è in vendita, anzi in svendita, e lo sappiamo da tempo. Ciò che fa più male, però, è vedere come il processo continui la propria corsa tragica indipendentemente dall’esecutivo in carica, con la conseguente sensazione di impotenza che se ne trae.

Ita Airways, il Cdm accelera la svendita

Secondo quando riporta l’Ansa, il Consiglio dei ministri ha approvato un Dpcm con lo scopo diretto di velocizzare la procedura di cessione della compagnia aerea di bandiera, o meglio, di quello scampolo che ne é rimasto, dopo la fine di Alitalia. Lo si dice esplicitamente:  scopo del Dpcm è accelerare le procedure di vendita , aggiungendo un “nel migliore interesse della compagnia e dei suoi dipendenti” che è ben lungi da essere dimostrato. Si fa l’interesse della compagnia e dei dipendenti rimanendo saldamente in Italia, senza dipendere da marchi stranieri. Dunque senza dipendere da Lufthansa (che al momento pare la maggiore favorita, anche secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ita Fabio Lazzerini), consegnando alle decisioni altrui un altro settore importantissimo della nostra economica.

Vantarsi di attivi di bilancio per poi indebolire l’Italia

Già. La domanda sorge spontanea. A cosa serve vantare i tanto agognati attivi di bilancio (verso una compagnia che, nella sua versione precedente, aveva costi enormi che uno Stato pienamente autonomo economicamente aveva dimostrato di poter sostenere), se poi l’unico risultato concreto verso cui si marcia è quello di indebolire ancora di più il tessuto imprenditoriale e industriale italiano?

Sì perché l’amministratore delegato Fabio Lazzerini può cianciare quanto vuole di “ricavi che superano i costi, per la prima volta in vent’anni”, ma se poi tutto viene venduto per l’ennesima volta allo straniero, a chi giova tutto ciò? Lazzerini ricorda anche: “Siamo una startup nata nell’ottobre 2021, poco dopo c’è stato Omicron, poi guerra, poi il caro carburante. Eppure, nonostante questo, la compagnia sta avendo performance decisamente superiori alle aspettative”. In un mondo e in un’Italia “normali”, tutto ciò dovrebbe essere un punto di partenza per rafforzarsi, non per venire cannibalizzati ancora una volta dalle dai denti stranieri.

Stelio Fergola

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