Roma, 14 set – Il voto sullo ius soli è stato tolto dall’agenda di settembre dei lavori d’Aula del Senato. Congelato, probabilmente destinato a rimanere lettera morta anche per l’ammissione del presidente dei senatori Pd Luigi Zanda: “Per ora non c’è una maggioranza”, quindi non ci sono voti indispensabili per farlo approvare in via definitiva. Oggi però è arrivata la chiamata alle armi di Matteo Orfini che ha ipotizzato la fiducia sul testo, dopo le parole del ministro Delrio sulla necessità di portare avanti il provvedimento.

Insomma il governo sa bene che rischia di non avere abbastanza voti per far passare la legge ma sembra intenzionato a giocarsi tutte le carte pur di farla approvare. Lo stesso premier Gentiloni, dopo un incontro bilaterale con il presidente Alexis Tsipras, ha specificato che sullo ius soli “resta l’impegno del governo”. Quindi, nonostante i tempi stretti dell’attuale legislatura, l’intenzione di farlo votare dal Senato resta eccome. Bersani è arrivato a lanciare la solita pseudo minaccia politica, in pieno stile forse ma forse in ogni caso vedremo: senza il voto sulla cittadinanza italiana agli stranieri il Mdp valuterà caso per caso su altri provvedimenti a partire dalla legge di bilancio. Addirittura quindi per la sinistra ex Pd si tratterebbe di un’approvazione vincolante, usiamo il condizionale visti i continui dietrofront bersaniani.

E in questo marasma ovviamente non poteva mancare l’ennesima sparata sull’argomento di Laura Boldrini: “Penso sia un provvedimento molto atteso da molti giovani che sono nati in Italia. Sono giovani che vanno a scuola con i nostri figli e dei paesi dei loro genitori non conoscono neanche la lingua, giovani che sono a tutti gli effetti italiani. Credo sia conveniente per tutti farne dei buoni cittadini”. Le parole come al solito hanno un peso, anche se pronunciate a vanvera da chi è ormai un fuoriclasse della vanvera. Secondo la Boldrini chi non ha la cittadinanza italiana è comunque “a tutti gli effetti italiano”.

Quali sarebbero questi effetti non è dato sapere, forse spera in quelli del domino: se vi regalo la cittadinanza sapete chi votare alle prossime elezioni. Il presidente della Camera dà anche per scontato che un pezzo di carta renda automaticamente gli stranieri dei “buoni cittadini”. Anzi, secondo la Boldrini è “conveniente per tutti”. Ma tutti chi? Forse per chi è a caccia di voti per farsi rieleggere? Non resta che chiedere lumi al mago Otelma, magari ci spiega se c’è un collegamento tra il suo celebre plurale maiestatis e la pretesa di parlare per tutti della Boldrini.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. una delle sciocchezze più macroscopiche a facore dello Ius Sola è quella per cui i figli degli stranieri non parlerebbero la loro lingua madre; dopo un doveroso “fatti loro”…sarà bene chiarire che il BILINGUISMO per un neonato-infante-bambino avviene “per esposizione”,cioè come fatto assolutamente NATURALE ed istintivo sentendo parlare uno o i due genitori nella loro lingua nella vita di ogni giorno,non c’è bisogno nè di lavagnetta nè di lezioni ad hoc.
    Detto questo….strano che i fautori della teoria gender,per cui la sessualità è quella che si sente (non quella che si ha,cioè biologica) siano gli stessi che vorrebbero attaccare ab origine una nuova cittadinanza senza rispettare il “sentire” di un futuro cittadino riguardo alla medesima,che potrebbe non piacere o non convenire affatto.

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