Roma, 18 dic – Lo storico Ernst Nolte lo definiva “un passato che non passa”. Parliamo, ovviamente, dell’esperienza del nazionalsocialismo e della Seconda guerra mondiale, che in Germania e Austria è ancora al centro di tabù laceranti e anzi si ripropone con tanta più problematicità quanto più ci si allontana temporalmente dal ’45. È nel quadro di questa paranoia collettiva che dobbiamo inquadrare la mossa dell’università di Salisburgo, che ha appena deciso di ritirare il dottorato honoris causa conferito a Konrad Lorenz nel 1983 proprio a causa dell’impegno nazionalsocialista dello scienziato negli anni ’30.



konrad-lorenz01Decisione a dir poco surreale, anche perché il padre dell’etologia – scomparso nel 1989 – ha vinto il premio Nobel per la medicina nel 1973 senza che nessuno abbia sollevato perplessità ideologiche, mentre nel 2015 scopriamo che egli non è più degno del ben più modesto dottorato onorario dell’ateneo salisburghese. La decisione delle autorità accademiche austriache va vista nell’ambito di una più ampia ricerca volta a riesaminare tutte le personalità premiate nel corso degli anni, per accertarsi, anche con decenni di ritardo, della correttezza ideologica della scelta. L’ateneo ha anche scovato la lettera d’adesione di Lorenz al partito nazionalsocialista, in cui egli stesso dichiara di aver messo “tutta la sua vita scientifica al servizio del pensiero nazionalsocialista”. Ma è la scoperta dell’acqua calda: come milioni di suoi compatrioti, compresi illustri intellettuali democratici del dopoguerra come Günter Grass, Lorenz aderì alle tesi hitleriane. Si sapeva da tempo, quindi, che dopo l’Anschluss egli avesse prese la tessera del partito, così come sono note le sue tesi degli anni ’40 in favore dell’eugenetica, peraltro nello stesso periodo moneta corrente anche in America e nell’Urss, per tacere delle democrazie scandinave. Reclutato nell’esercito tedesco come medico, nella primavera del 1942 fu spedito al fronte orientale, vicino Vicebsk (nell’ambito dell’Operazione Barbarossa), e due mesi dopo fu fatto prigioniero dai sovietici, finendo internato in un campo di prigionia in Armenia. Storia vecchia e già nota, per l’appunto. Storia comune a milioni di tedeschi. E, soprattutto, storia che non compromette comunque il valore scientifico dell’opera di Lorenz.

La quale, del resto, ha “fatto paura” a molti democratici anche ben dopo il ’45 e per motivi che nulla avevano a che fare con il nazismo. I suoi studi sulla prevalenza dell’ereditarietà rispetto ai comportamenti acquisiti, sulla naturalità e la funzione positiva degli istinti innati di aggressività, territorialità e gerarchia hanno suscitato aspre polemiche, proprio per la loro capacità di rimettere in discussione molti dogmi egualitari: dalla pretesa bontà naturale dell’uomo alla sua infinita plasmabilità culturale. Non c’era bisogno, insomma, di qualche frase decontestualizzata sulle simpatie hitleriane di Lorenz, per inquietare i vigilantes della correttezza politica. Bastava il fatto di aver pensato, studiato e parlato con la propria testa, senza accodarsi alle mode intellettuali più convenienti. E forse la colpa che gli si vuol far scontare oggi è proprio questa.

Adriano Scianca

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. Se si era in piena guerra, è chiaro che tutto ciò che di attività si svolgesse allora essendoci una dittatura nel mondo, tutto ciò che pensava, scriveva e svolgeva, per forza di cose dovevano essere fatte nell’imposizione nazifascista. Non si possono condannare gli intellettuali di allora perché chi non stava alle regole dittatoriali rischiava oltre il carcere la vita. Quindi non trovo sensato togliere il premio Nobel a Lorenz Konrad nel rispetto delle sue opere ed Memoria.

  2. Non capisco Rosy cossu questo abbinamento nazifascismo, il nazional socialismo di Hitler non il Fascimo di Mussolini …se poi vuoi dire che L’Italia era alleata della Germania è un altra cosa
    per quanto riguarda l obbligo di scrivere secondo gli ordini dobbiamo anche citare Ezra Pound ?
    Per il resto condivido è assirdo nel 2015 ancora dopo 70 anni rupetere tutto come se fosse ieri …..prima andava bene ora siamo di nuovo all carica mediatica…. il vedo puzza di paura di verità he stanno uscendo fuori quindi rimarcare il passo è per chi comanda un segnale per intimorire chi ha studiato oltre la classica dottrina ……….

  3. grazie alla diffusione di internet stanno venendo fuori tante verità scomode e si capisce bene che il diavolo non era poi brutto come lo si è dipinto e inculcato nelle menti vergini degli studenti. quindi meglio tornare alla carica, svalutare completamente l’ideologia di destra e chiunque vi si sia accostato, perché è chiaro: i nazionalsocialisti erano il MALE ASSOLUTO, peggio di Lucifero e Saddam Hussein messi insieme, e non ne hanno fatto una che sia una di giusta… un po’ come gli islamici di adesso… i comunisti di ieri. e io allora aggiungo: ‘fanculo la libertà di stampa che plasma le menti secondo la volontà di chi è padrone della testata. dio merda e poi hanno l’indecenza di chiamarli fatti!

Commenta