mogaRoma 18 dic- Che l’immigrazione sia una risorsa per chi la sfrutta è cosa nota. Ma non solo per la manodopera a basso costo o per pusher di bassa leva, con nulla da perdere, al soldo della mafia. Ma, come è uscito da alcune intercettazioni di “mafia Capitale”, il giro di soldi dietro il sistema dei centri d’accoglienza sarebbe più redditizio della droga stessa. E chi da sempre invita all’apertura delle frontiere per accogliere i poveri disperati? Chi da sempre chiede una parte delle vostre tasse per accogliere e sfamare immigrati (e non) ? La Chiesa, ovviamente. E non è sempre questione di carità cristiana.

Sembrerebbe questo il caso dell’ex sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, accusato di aver ricevuto accrediti sul proprio conto e di aver intascato assegni dai conti correnti intestati alla diocesi di Mazara. Mogavero, noto per le battaglie condotte a favore dei migranti, ha ricevuto un avviso di garanzia e ha già chiarito la sua posizione davanti ai magistrati. La procura di Marsala gli contesta l’appropriazione indebita di 180 mila euro. Tra gli indagati risulta esserci anche don Franco Caruso, ex economo della stessa diocesi, il cui incarico non è stato rinnovato quando nell’aprile del 2014 ci si accorse dei notevoli debiti accumulati dalla Diocesi negli ultimi anni.

Chissà cosa ne pensa Papa Bergoglio, che oggi aprirà la Porta Santa della Carità presso l’Ostello Don Luigi di Liegro e la Mensa San Giovanni Paolo II, a via Marsala a Roma (zona Stazione Termini). Ad attenderlo ci saranno 200 rappresentanti di tutti i centri d’accoglienza della Caritas diocesana.

Federico Rapini

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