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Balotelli NizzaRoma, 22 set – Dopo il successo di Nizza, i media italiani tornano a esaltare Mario Balotelli. Di punto in bianco, i nostri giornalisti tornano a tifare per “Supermario” raccontando di una riscoperta umiltà e che il suo personaggio arrogante e superbo è morto. Oggi La Gazzetta esalta i risultati di Balotelli dedicandogli un articolo che lo ritrae come un redento salvatore, odiato in patria e rinato in Francia: “[…]un giocatore che in molti davano per perduto. E invece, Balotelli si sta inserendo perfettamente negli schemi della sua nuova squadra, tanto che ieri lo si è visto pure in fase difensiva, quando il Monaco premeva, distribuendo consigli ai colleghi, specie al portiere che aveva preso rischi inutili, o ascoltando quelli del tecnico a bordo campo”. Un Balotelli entrato perfettamente nelle logiche del gioco di squadra, eppure noi siamo abituati ai suoi personalismi, alle sue pretese da prima donna che ci costarono un mondiale nel 2014.

Ma l’apologia di Balotelli non finisce qui e l’articolo si conclude con un invito che non sentivamo il bisogno di sentire: ” Insomma, un altro Balo rispetto a quello degli ultimi mesi che se mantenesse questa mentalità e questi ritmi tornerebbe a fare comodo anche all’Italia di Ventura.” Balotelli in nazionale? Abbiamo già avuto modo di vederlo alle prove con il grande calcio e dentro la squadra azzurra, il risultato non ci è piaciuto. Non basta fare risultati discreti in un campionato minore (la Ligue 1 resta una categoria di scarso spessore) per poter tornare ad essere un giocatore di rilievo, il lavoro fatto a Nizza non conta nulla in un contesto come il nostro dove Balotelli si è dimostrato essere una cantonata, un giocatore sopravvalutato che non ha più nulla da dimostrare. Supermario ha avuto molte, troppe, possibilità fino ad ora fallendo sempre.

Antonio Pellegrino

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