Roma, 16 dic – Michelle Hunziker contro la schwa, come riporta oggi il Giornale.

Hunziker a gamba tesa: “La schwa è un problema”

La conduttrice svizzera di madrelingua tedesca ha risposto a una lettrice del settimanale Oggi sull’utilizzo del simbolo grafico come simbolo di lotta femminista. Il tutto nasce dall’analisi dell’accademia della Crusca che, poche settimane fa e per bocca della professoressa Cecilia Robustelli, aveva bocciato la schwa nella lingua italiana scritta. “Personalmente, quando mi è capitato di leggere dei testi in cui la schwa veniva usata diffusamente – non solo, per esempio, in apertura o chiusura di discorso – ho sempre fatto una gran confusione”, ha scritto Michelle Hunziker. Aggiungendo poi che “esiste un uso sessista della lingua, e lo trovo molto ingiusto, ma sono convinta che non sia la grammatica l’ambito in cui si combattono questioni come la parità e l’inclusione. Credo, inoltre, che la funzione sia sempre più importante del sesso di chi la esercita”.

Sì alla Crusca, no all’arroganza

Dunque Michelle Hunziker, la popolare conduttrice televisiva, ha sostanzialmente approvato quanto affermato dalla professoressa della Crusca.  La Hunziker rigetta la schwa e lo fa dichiarando di essersi documentata sull’argomento e di aver letto anche l’intervento della Robustelli. Nonostante la non totale condivisione delle affermazioni dell’Accademia, la conduttrice afferma di trovarsi in accordo per quel che concerne la questione grammaticale: “Il fatto che un sistema linguistico ha come scopo la comunicazione e dunque introdurre delle modifiche che la rendono difficoltosa – sia pure con le migliori intenzioni – fa si che il sistema si inceppi”. La conduttrice ritiene che “la schwa non rappresenti la soluzione dei problemi, e soprattutto che la prepotenza e l’arroganza di tanti suoi sostenitori rappresentino al contrario un problema in più del quale non sentivamo la mancanza”.

Alberto Celletti

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3 Commenti

  1. Ieri proprio il giornale portava un’articolo sugli strafalcioni d’italiano fatti al tema per il concorso in magistratura, questi non si rendono conto che masse di laureati, perché di laureati si tratta non sanno parlare neanche l’italiano definiamolo “tradizionale”, figuriamoci quello con novità e cambiamenti. Checco Zalone docet. E poi onore a Michelle Hunziker che pur essendo svizzera parla e capisce l’italiano meglio di tanti connazionali.

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