Roma, 16 dic – A cosa serve questo green pass? Di sicuro non a impedire la diffusione dei contagi, visti i dati quotidiani sul Covid in Italia. Un po’ tutti se ne sono accorti, finanche uno storico rigorista come Andrea Crisanti. “Il fallimento del green pass è testimoniato dalla crescita dei contagi”, dice il virologo interpellato da LaPresse sulla possibilità di introdurre il tampone obbligatorio per tutti, anche per i vaccinati, per accedere ai grandi eventi.

Per Crisanti il green pass “è un fallimento”. Ma…

Ipotesi evocata oggi da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, blindato fino al 31 marzo grazie allo stato di emergenza de facto prorogato dal governo.
Anche secondo Crisanti “sarebbe un cambiamento ragionevole” introdurre l’obbligatorietà del tampone per accedere ai grandi eventi, in aggiunta al green pass. “Basta che non mettano fra le possibilità il test antigenico”, afferma il virologo, indicando nei test molecolari gli unici davvero affidabile per individuare la presenza del virus nelle persone.

Lo special green pass

Insomma, da una parte Crisanti ribadisce che a suo avviso il green pass è un fallimento perché non serve a contenere la diffusione del Covid, dall’altra però non vorrebbe toglierlo, anzi. “Credo che il governo debba mettere mano a questo strumento, diventato il più delle volte un lasciapassare sociale. Troppi lo possono ancora ottenere con i tamponi rapidi, che tuttavia hanno una scarsa sensibilità e permettono a molte persone infette di circolare liberamente, ‘rassicurate’ dall’esito di un test inattendibile”, spiega oggi lo stesso Crisanti a Fanpage.

Dunque, non sarebbe meglio eliminare questo lasciapassare? Niente affatto, per Crisanti dovrebbe semmai “essere rilasciato solo a vaccinati, guariti e persone che si sono sottoposte a tampone molecolare, mentre per quelli antigenici la validità del Green Pass non dovrebbe superare le 24 ore”. Un capolavoro di contraddizioni e incertezze. Anche gli esperti navigano a vista.

Alessandro Della Guglia

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