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Roma, 22 nov – L’Unione Europea ha bocciato la manovra del governo italiano: “Violate le regole sul debito”. Ecco il discorso dell’usuraio. Che pretende che il debito sia inestinguibile e che in suo nome tutto sia sacrificato, perfino la vita di un popolo. Disse Ezra Pound: “Il debito è il moderno sistema di schiavitù”. Lo stiamo sperimentando sulla nostra pelle. L’ha già sperimentato la Grecia, “il più grande successo dell’euro”, come ebbe a definirla qualche eroinomane. Emerge un altro tratto specifico della mondializzazione infelice: la new economy del turbocapitale non si limita a sottrarsi alle regole disciplinanti della politica (deregulation). Mira anche, con movimento simmetrico, a porne di proprie, riscrivendo gli ordinamenti giuridici, affinché il fulcro si trasli dall’interesse pubblico a quello privato e affinché lo Stato si ridefinisca come erogatore di sussidi pubblici agli oligopoli in difficoltà (banche “sofferenti”, investitori in difficoltà, big companies da risanare, ecc.). L’economico spoliticizzato detta legge.

Così, tra l’altro, accadde con la conversione in debito pubblico statale dei debiti privati delle banche dopo la tellurica crisi finanziaria del 2007, generata dalla deregulation della finanza predatoria. Lo Stato viene neutralizzato come mediatore tra le parti e, insieme, viene ridefinito come a) docile servitore e guardingo vigile subordinato all’economia deregolamentata e b) come strumento della classe dominante turbocapitalistica, che esso foraggia con i pubblici danari e che difende reprimendo eventuali moti contestativi dal basso.

In modo convergente, il capitale liquido-finanziario mira a trasferire le sedi delle decisioni strategiche esternamente rispetto ai parlamenti e agli esecutivi nazionali. Ottiene ciò dapprima spostandoli presso organi sovranazionali non elettivi, privi di rappresentanza democratica (Bce, “Commissione Europea”). Successivamente, da lì, li trasla ancora in organizzazioni finanziarie internazionali come la troika (composta da rappresentanti della Commissione Europea, della Bce e del Fmi). Queste ultime sono proiezioni dirette delle oligarchie finanziarie, le cui politiche liberiste vengono occultate, legittimate e attivamente praticate come soluzioni sistemiche dolorose ma necessarie, perché prive di alternative.

È questo il nucleo fondamentale della dedemocratizzazione oggi in atto. Connessa con la riorganizzazione verticistica dei rapporti di forza resa possibile dal trionfo del paradigma tecnocapitalistico nel 1989, essa si fonda, come si è adombrato, sulla desovranizzazione e, insieme, sulla sovranazionalizzazione, ossia sullo spostamento del centro del potere dalla dimensione degli Stati sovrani democratici a enti transnazionali postdemocratici. Per questa via, che si legittima come affrancamento dalla belligeranza degli Stati nazionali e che, in verità, mira alla neutralizzazione della sovranità democratica e al potenziamento dell’aristocrazia finanziaria cosmopolitica, si guadagna la disgiunzione tra i dispositivi della rappresentanza popolare e le scelte di carattere macroeconomico.

Si ottiene, ancora, la riduzione del potere dei parlamenti rispetto a quello degli esecutivi, recidendo il nesso tra le autorità monetarie e le autorità politiche, istituzionalizzando l’autonomia piena della banca centrale, traslando sempre maggiori prerogative a istituzioni e organismi sovranazionali (UE, FMI, ecc.), comprimendo i salari e smantellando le tutele del lavoro. Insomma, le dinamiche reciprocamente innervate di dedemocratizzazione e di desovranizzazione, proditoriamente presentate come buone in universale, coincidono con una epocale conquista del Signore global-elitario.

Diego Fusaro

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2 Commenti

  1. Una analisi drammaticamente lucida e reale. Fusaro è sempre vigile sulla distorsione dei termini anche linguistici che vengono imposti ad esempio dalla stampa, televisioni che manipolano le notizie, le scelte e quello che rimane del voto. La stessa idea di Europa, civiltà Occidentale è un retaggio del passato. I mezzi di stampa suggeriscono ora la versione “sei contro l’Europa? il governo giallo-verde è contro l’Europa” che in realtà significa che legittimamente il Governo attuale è contro dei provvedimenti, delle “leggi”,delle imposizioni deliberate da un organo burocratico con sede a Bruxelles che da quando si è irrobustito con la nascita dell’euro ha creato una dicotomia enorme tra alcune nazioni che ne hanno beneficiato -in primis la Germania- ed altre che vedono distrutte la loro competitività economica e soprattutto un aumento tragico ed enorme della povertà dei cittadini.

  2. D’accordissimo con Fusaro; lo stato è stato ridotto al ruolo di mendicante che accattona un po’ di soldi creati a costo zero ed esentasse dalle oligarchie straniere private tramite le loro banche centrali private(BCE, Bankitalia, Banca di Francia, d’Inghilterra, etc) e banche tutte private oggi in Italia e quasi tutte private all’ estero.Ed in ogni trasmissione i loro servi ci dicono che se lo stato ha un debito lo deve pagare come una famiglia che è una grande balla perchè una famiglia non puo’ stampare denaro mentre uno stato sovrano puo’ se solo volesse e non fosse in mano o sotto ricatto di poteri occulti.

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