aquileiaUdine, 22 gen –  “Tutto per colpa di un albero”. Così si potrebbe riassumere la scandalosa vicenda che ha coinvolto il Cimitero degli Eroi di Aquileia, da più di un mese chiuso nuovamente al pubblico a causa di un cipresso pericolante che non si riesce a mettere in sicurezza. Una vergogna tutta italiana, quella di una nazione che trascorse da poco le celebrazioni per il centenario dell’inizio della Grande Guerra, offende la memoria dei suoi caduti. Il Cimitero degli Eroi di Aquileia è infatti un luogo altamente simbolico, da cui nel 1915 partì la salma del milite ignoto che ora si trova all’Altare della Patria. Come detto tutta la questione della chiusura prolungata del Cimitero gira intorno a questo cipresso, che si è piegato sulla basilica e che ancora continua a rimanere lì. La situazione, sembrerebbe facile da risolvere, attraverso una logica elementare: mettere in sicurezza l’area storica, togliere il cipresso e riaprire il Cimitero al pubblico. Eppure sembra che la facile logica per l’amministrazione dei vari enti gestiti dallo Stato, continui a essere considerata un tabù.



Ma forse quello che fa più paura non è tanto il fatto che la logica sia un tabù, quanto il fatto che la nostra Storia continui a essere divisa e frammentata in ciò che è corretto salvaguardare e in ciò che non lo è. Perché il vero nodo della questione è da vedersi sotto questo punto di vista, la Storia del nostro Paese continua ad essere frammentata dalle fazioni politiche e dai politici che vedono il buono e il brutto della Storia senza uno vero spirito storico di osservazione. Per quanto riguarda la continua chiusura del Cimitero degli Eroi ad Aquileia è da considerarsi semplicemente una ferita nel bel mezzo delle celebrazioni storiche della Prima Guerra Mondiale.

Una ferita forse proprio intenzionale da parte di quelle istituzioni che dovrebbero salvaguardare l’intero sito, patrimonio storico non solo della nostra Regione, ma dell’intera Nazione. È intollerabile che ci si debba arenare davanti a un cipresso appoggiato alla Basilica. Auspichiamo che il Cimitero degli Eroi venga immediatamente riaperto al pubblico, risolvendo la questione del cipresso al più presto possibile, senza attendere oltre. La valenza storica del Cimitero, legata al sacrificio dei Caduti della nostra Patria, non deve essere svilita dall’incapace politica o all’ancor più sciocca burocrazia italiana.

Tobias Fior

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