Roma, 16 nov – I giovani come lavoro vogliono fare i TikToker. Non come professione prediletta, ma quasi. Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati dall’Agi, il quadro è fortemente orientato sul web.

Lavoro, ai giovani piace fare il TikToker

Per quanto non sia il lavoro prediletto dai giovani, quello dell’influencer spicca comunque, risultato il secondo più gettonato secondo la ricerca commissionata dal Gruppo Tesya e condotta da AstraRicerche nei mesi di giugno e luglio 2022, con 2.100 interviste online e campione composto da ragazzi tra i 15 e i 19 anni. Uno studio che ha osservato cinque Paesi: Italia, Croazia, Slovenia, Portogallo e Spagna. I ragazzi, in generale, mettono gli occhi sul web. Proprio da quest’ultimo viene fuori la professione più desiderata, quella di web designer, con il 64% delle risposte positive. Al secondo posto, con il 61%, ci sono il TikToker, il Web influencer e lo youtuber.

Buoni apprezzamenti per la docenza e i lavori professionali, ma poca conoscenza del mondo reale

Se non altro, il resto delle professioni desiderate dai giovani sono piuttosto standard: il 58% è interessato all’impiego di informatico, quindi sviluppatore di siti web e app. Poi ci sono il Data analyst (52%), l’Ingegnere (49%), e si prosegue con l’esperto di ambiente, ecologia ed energia (48%). Ultime le professioni manuali come il tecnico meccanico ed elettronico, oltre che commerciale, con il 45% delle preferenze. Dai dati dello studio emerge una notevole propensione dei ragazzi a cercare l’apparenza e l’esposizione di sé stessi. Sintomo, forse, della società che stiamo vivendo. Uno dei drammi che emerge dalla ricerca è che circa la metà dei giovani non sa come funzioni il mondo del lavoro, in contrasto con il desiderio di non essere precari e di avere una retribuzione adeguata (più del 52% delle risposte)

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Questo dal lato della “domanda”. Ma dal lato della offerta, Dio ce ne scampi e liberi: scuole e soprattutto insegnanti tecnico-professionali quasi assenti, aziende nelle non condizioni di introdurre sedicenni di buona volontà a costo minimo variabile in funzione dei risultati, genitori incapaci del “calcio in culo” propositivo, serenità spirituale e corporea lasciate al profitto devastante di pochi, ecc.ecc.

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