Roma, 29 lug – Sì, è un orologio svizzero, quello della sinistra. L’orologio del fango, nello specifico. Scatta – guarda caso – puntualissimo, sempre quando cominciano le campagne elettorali.

L’orologio svizzero della sinistra e la “Russia che fa cadere Draghi”

Già ieri c’erano state esternazioni ai limiti del ridicolo. Dal “vogliamo sapere” di Enrico Letta alle sue origini, ovvero il presunto “scoop” de La Stampa. Su quelle esternazioni, oggi i giornali pubblicano spesso nella home, talvolta addirittura in primo piano, una notizia smentita da fonti “tecniche”, come abbiamo fatto notare anche noi.

Tgcom, ma perfino Agi ed Ansa, stamattina affollano le home con “lo scandalo”. E qualcuno riconosce anche le smentite di Gabrielli. Ma non per questo si ferma.

Insomma, basta parlarne, indipendentemente dalla consistenza della notizia. E giammai mettere in dubbio, per carità. Solo un supino “neutralismo”, che poi è il peggiore degli schieramenti.

“Lobby nere” e “scandali” a profusione: sempre prima del voto o quando i sondaggi sono troppo “pericolosi”

L’ultimo scandalo aveva toccato Fdi, con la presunta “lobby nera” (qui riassunta da Open) e un servizio di Fanpage che sostanzialmente parlava del nulla, a parte qualche donazione non tracciata di – forse – una cinquantina di euro. Una cosa che, senza dubbio, avverrà solo nel partito di Giorgia Meloni. Da tempo, Fratelli d’Italia volava nei sondaggi, ben oltre il 20% delle stime di votanti. E qualcuno è corso puntualmente ai ripari. Come sulla Lega e i rapporti con la Russia, di cui non si è parlato per qualche anno, in attesa dei tempi giusti e puntuali per riprendere ad indignarsi. Insomma, un centrodestra assediato: non ci si meravigli – anche per questo – se poi le proposte politiche dello schieramento ufficialmente ostile alla sinistra si rivelano molto deboli. È quasi inevitabile, considerata la capacità di scatenarsi dimostrata dal sistema, culturale e spesso giudiziario insieme.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Poveri, loro per 50 anni o più han preso finanziamenti, più o meno leciti, dall’URSS ora incolpano gli altri.
    Fanno quasi tenerezza nel loro arrampicarsi sugli specchi.

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