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Roma, 14 giu – Il Nobel a Bob Dylan è stato un vero disastro. Prima c’è stato l’atteggiamento del cantautore, che ha snobbato l’Accademia di Svezia, dimostrando quali siano le controindicazioni di dare un premio letterario a una rock star (che, inevitabilmente, si comporterà da rock star). Ora arriva un nuovo dettaglio imbarazzante: quando finalmente si è deciso a pronunciare il suo discorso per il Nobel, Dylan ha… fatto delle citazioni sbagliate.



Il cantautore ha infatti citato Moby Dick, ma attingendo a una sorta di bignami del romanzo di Herman Melville, e non invece alle frasi testuali del libro. Nel discorso, diffuso la settimana scorsa, Dylan parla estesamente del legame tra le sue canzoni e la letteratura, e cita Moby Dick come uno dei libri che l’hanno più influenzato. Nel testo, però, sarebbero stati individuati almeno 11 passaggi che rimanderebbero al riassunto proposto dal sito SparkNotes, con parole presenti solo in questo sito che si occupa di sintesi letterarie e non nel testo originale. Nulla di male, in assoluto: anche il più erudito dei letterati può cercare delle scorciatoie quando si trovi a citare testi letti molto tempo fa.

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Ma che errori simili compaiano proprio nel discorso di ringraziamento per il conferimento del Nobel per la Letteratura, è quanto meno singolare. Discorso, peraltro, consegnato sul filo del rasoio, visto che i termini scadevano il 10 giugno, e per cui Dylan incasserà 800mila euro: 200 euro a parola, dato che il testo, piuttosto striminzito, è di 4000 parole. Un testo in cui, peraltro, Dylan delegittima i suoi stessi premiatori: “Le nostre canzoni sono vive nella terra dei vivi. Ma le canzoni non sono letteratura. Devono essere cantate, non lette”, ha detto il cantautore. E se lo dice lui…

Roberto Derta

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