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Roma, 22 lug – L’utero in affitto, in Italia, è una pratica illegale. Non solo: è illegale anche pubblicizzarlo. Divieti di cui, a quanto pare, gli addetti ai lavori se ne sbattono. Prova ne è l’inchiesta del Corriere della Sera, i cui inviati hanno potuto partecipare a un incontro sulla maternità surrogata in un lussuoso hotel del centro di Roma. Una sorta di meeting carbonaro, ma neanche tanto, in cui una ditta californiana ha esposto, in barba alle nostre leggi, il suo programma per ordinare un figlio su misura di cui scegliere colore della pelle, altezza, provenienza, caratteristiche fisiche. Al centro dell’incontro, Mario Caballero, il fondatore di Extraordinary Conceptions con sede in California. L’uomo vanta un data base vastissimo dove si possono vedere le foto delle madri surrogate durante tutto il ciclo della crescita “così ci si può fare un’idea di come sarà vostro figlio”.

Attorno alla madre che affitta il suo utero ci saranno comunque un gruppo di psicologhe con il compito di evitare qualunque legame emotivo con il bambino che ella porta in grembo. “Ogni madre surrogata è assistita da una dottoressa che tutti i giorni le dice: come stai? Come ti senti oggi? Ricordati che il bambino non è tuo”. La ditta californiana scarta ogni possibile portatrice che sembri troppo portata verso l’emotività: “Voglio che non lascino spazio all’emotività ma abbiano un approccio orientato solo al business, che pensino unicamente a un business”. Business: non sembra proprio che faccia rima con “diritti”, eppure così ci assicurano…

Roberto Derta

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1 commento

  1. Potrebbe essere solo la scena di uno di quei film un po’ di fantascienza ed un po’ dell’ orrore, ed invece è la realtà…

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