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fabio Barsanti, presidente di Sovranità – Toscana

Firenze, 30 mar – Appena ieri scrivemmo su queste colonne dei 17 casi di meningite, prevalentemente da meningococco di tipo C, che hanno colpito cittadini toscani dall’inizio dell’anno. La statistica si arricchisce ora di un nuova infezione, che ha colpito una signora 58enne residente a Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa e collocata nel cuore della zona del cuoio – quella che, insieme all’empolese, sta vivendo l’incubo del principale focolaio dell’infezione. Con 18 casi, il primo trimestre di quest’anno supera nettamente i 15 dell’anno precedente, con la differenza che centinaia di migliaia di persone si sono vaccinate: un disastro apparentemente fuori controllo, tanto più che la sfortunata signora si era perfino vaccinata quasi un mese fa.

Sulla questione che sta mettendo in evidenza l’inadeguatezza dell’amministrazione regionale di Enrico Rossi, uno degli alfieri più zelanti dell’accoglienza indiscriminata, scoppia la polemica politica. “Dopo gli imperdonabili ritardi nel reperimento delle dosi vaccinali, che a suo tempo denunciammo con forza, si scopre ora che perfino chi si è vaccinato può ammalarsi, come la sfortunata signora di Santa Croce”, spiega Fabio Barsanti presidente di Sovranità Toscana. “Solo in seguito a questo ennesimo caso l’Asl Toscana Centro è stata costretta a rivelare che occorrono settimane perché la terapia preventiva abbia effetto e che questo effetto non è comunque assicurato, che può essere parziale e dipende dal soggetto. Siamo alla follia”. “Così le centinaia di migliaia di vaccinati, rassicurati dal trattamento, avrebbero potuto abbassare la guardia, e magari alcuni l’hanno fatto – prosegue Barsanti –. Tranquillizzare e nascondere, queste sembrano le parole d’ordine di una Regione che, per bocca dell’assessore alla sanità Stefania Saccardi, si prende la briga perfino di smentire il sindaco di Montelupo Fiorentino che aveva chiesto la vaccinazione obbligatoria dopo che due suoi giovani concittadini si sono ammalati in pochi giorni”.

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Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana

“Un’amministrazione, quella regionale, che l’epidemia di meningite ha rivelato per quello che è: cialtrona e colpevole – conclude e attacca il presidente regionale di Sovranità –. Cialtrona per avere completamente fallito di fronte all’emergenza meningite; colpevole perché, come dimostrammo un mese e mezzo fa in base ai rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e senza essere mai smentiti, proprio la diffusione del terribile meningococco C è frutto dell’immigrazione incontrollata, illegale e clandestina dall’Africa sub-sahariana. Del resto, cosa ci saremmo potuti attendere da un presidente regionale come Enrico Rossi che, insieme ai suoi compagni, vede nella sostituzione dei Toscani e degli Italiani il compimento della sua folle idea mondialista e terzomondista, condita, nel frattempo, di tanti lucrosi affari sulla pelle dei cittadini?”.

Francesco Meneguzzo

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5 Commenti

  1. E questo è solo l’inizio, contando tutti quelli che sbarcano diuturnamente grazie alla nostra prode Marina possiamo ben dire di essere spacciati. I più fortunati di noi potranno raccontare a San Pietro di aver visto la I generazione di COMPLETAMENTE sostituiti.

    • il presidente ROSSI che si vergogna di venire PUBBLICAMENTE al nuovo ospedale san LUCA ( LUCCA ) e difatti ci e’ venuto a sorpresa senza avvertire i mass media perche’ avrebbe trovato manifestazioni contro la sua amministrazione incapace..

      e’ venuto alla chetichella ..a fare la solita fotografia ridicola con i vari manager e direttori ma evitando bene i cittadini che gia’ una volta con i comitati lo aspettavano per protestare e dette “buca” non presentandosi..ora ha imparato a venire senza preavvisi !! Cosi si fa poi le foto di rito col sorrisiono le mette sui quotidiani ma non vi e’ traccia dei comitati di protesta in consapevoli di questa sua apparizione fantasma

  2. Le bugie di Rossi sull’ospedale San Luca

    da La Gazzetta di Lucca

    Luciano Cotrozzi, storico sindacalista della Cisl Fp, critica il governatore della Toscana Enrico Rossi dopo quanto ha dichiarato nella recente visita lucchese con tappa al San Luca:

    La recente visita del Governatore della Toscana e le dichiarazioni fatte in merito all’ospedale S. Luca confermano ancora una volta quanto da CISL FP è stato sempre sostenuto. Non si guarda con obbiettività la realtà, ma si cerca di far passare messaggi che non risultano essere corrispondenti a ciò che il sistema offre e a ciò che ne pensano gli operatori sanitari. Risulta a CISL FP che gli operatori del S. Luca non siano affatto soddisfatti del nuovo ospedale, né della sua organizzazione, che, basata sul concetto di intensità di cure mostra quotidianamente le sue pecche. Soprattutto per il personale infermieristico e oss , è difficile e rischioso lavorare all’interno di un sistema che li porta a dover garantire assistenza a pazienti con patologie molto diverse e che invece dovrebbero essere assicurate con personale specifico e specializzato. Solo così ( qualità ) e con organici adeguati ( quantità ) è possibile offrire all’utenza livelli essenziali di assistenza. L’assistenza per intensità di cure e l’organizzazione del S. Luca ha portato nei fatti a ricoveri brevi che, vista la carenza di posti letto sul territorio per la post acuzie , nonché difficoltà delle famiglie a seguire in casa parenti con patologie anche severe, inevitabilmente portano al fenomeno della “ porta girevole “, ovvero rientri dei pazienti dimessi, per lo più anziani, che hanno necessità di nuovi ricoveri per il proseguo delle cure, con conseguente ingolfamento del pronto soccorso.

    A parere della CISL FP, il sistema di intensità di cure necessita , se non di una sua cancellazione, almeno di una importante e drastica revisione che abbia come aspetto fondante e non in modo solo dichiarato, la centralità del cittadino bisognoso di assistenza sanitaria e la specializzazione del personale ad essa collegato . Chi deve garantire servizi sanitari almeno sufficienti, dignitosi e sicuri non può mettere in primo piano l’aspetto economico e quindi il risparmio rispetto all’assistenza. I molti e autorevoli dirigenti che popolano le unità sanitarie locali, e quindi anche la usl toscana nord ovest dovrebbero trovare altre vie per gli aspetti economici, come ad esempio l’individuazione di sacche ancora presenti dove gli sprechi non mancano.

    Quindi, CISL FP non si meraviglia che all’interno dell’ospedale S. Luca si vada a rivedere l’organizzazione con la creazione del reparto di Ortopedia e di Chirurgia , ma anzi si augura che tale riorganizzazione proceda anche nelle altre aree dell’ospedale.

  3. CI SONO altre «vittime» della meningite. Sono ristoranti, pubblici esercizi e attività commerciali. Con gli ultimi casi di infezione registrati nel Valdarno Empolese e nella zona del Cuoio Pisano i locali frequentati dai quei soggetti colpiti dal batterio micidiale si sono svuotati e gli altri, ora, temono di fare la stessa fine. Il presidente di Confesercenti Empolese Valdelsa, Enzo Nigi, ha raccolto il grido di allarme degli operatori del settore e ha scritto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e, per conoscenza, anche al presidente della Regione Enrico Rossi e all’assessore alla Sanità Stefania Saccardi. «Egregio ministro – esordisce Nigi – non siamo medici, né tecnici dell’Asl, siamo solo commercianti, titolari di attività a presidio del territorio che vivono principalmente sulla fiducia della gente. La nostra incompetenza in materia non ci vieta però di farle alcune richieste e un invito». La prima richiesta è quella di «avere in tempi ragionevolmente brevi una verità scientifica sull’argomento dato che, ad oltre un anno di distanza dai primi casi e nonostante siano stati messi in campo studi, gruppi di lavoro, ricerche e incontri, ancora non sappiamo con certezza da cosa nasca questa situazione di emergenza». Secondo quesito: «E’ tecnicamente ed economicamente sostenibile la vaccinazione obbligatoria? Se sì, in quali casi?». La terza richiesta riguarda la possibilità di prevedere per le imprese direttamente colpite «interventi di sostegno economico e finanziario, magari in accordo con la Regione, come il rinvio delle scadenze fiscali, eventuali rate di mutuo, un credito agevolato…». Infine Nigi rivolge al ministro un invito, quello di «venire sul nostro territorio a discutere, insieme a Regione e Asl, di questo e altri temi. La nostra situazione di emergenza – conclude il presidente locale di Confesercenti – lo richiederebbe senz’altro».
    Irene Puccioni

    LA NAZIONE 31 MARZO 2016

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