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Millwall-West Ham, il ritorno del Dockers Derby

by Roberto Johnny Bresso
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“La rivalità tra West Ham e Millwall è come tra Yankees e Red Socks?”. “No, è come tra israeliani e palestinesi!”.

Hooligans

Roma, 30 mag – Per qualche tempo il Millwall ci ha fatto sperare che sarebbe approdato per la prima volta nella massima divisone inglese da quando esiste la Premier League (nella vecchia First Division ci giocò solo per due stagioni, dal 1988 al 1990). Ll’eliminazione ai play off di Championship contro l’Hull City ha fatto però tirare un sospiro di sollievo a chi si deve occupare di ordine pubblico. E promuovere un’immagine “pulita” della principale lega calcistica al mondo. Chi però non potrà festeggiare è senza dubbio la polizia londinese. Visto che ci ha pensato il West Ham United ha mettere parecchio pepe sulla stagione calcistica 2026/2027. Gli Hammers, che nel 2023 conquistavano la Conference League ai danni della Fiorentina, infatti hanno pensato bene di disputare un’annata fallimentare. E di precipitare così in seconda divisione. E questo significa una cosa sola: il ritorno, a distanza di quattordici anni, del cosiddetto Dockers Derby!

Due aziende rivali

Millwall Athletic e Thames Ironworks, come erano inizialmente conosciuti i due club, nascono rispettivamente nel 1885 e nel 1895 nell’East End londinese. A meno di tre miglia l’uno dall’altro. Inizialmente le compagini erano composte principalmente da lavoratori portuali dei docks lungo il Tamigi. Quindi la rivalità calcistica era alimentata dal fatto che le due aziende rivali si contendessero gli stessi appalti.

Il primo confronto avvenne in FA Cup il 9 dicembre 1899 ed a prevalere fu il Millwall per 2-1. Da allora si sono affrontate 99 volte in competizioni ufficiali. Un numero relativamente esiguo, da attribuire al fatto che, mentre il West Ham ha quasi sempre frequentato il gotha calcistico inglese, il Millwall invece ha per lo più militato nelle divisioni inferiori. Anche geograficamente le due compagini si sono allontanate. Nel 1910 i Lions, nel tentativo di attrarre più tifosi, hanno lasciato l’Isle of Dogs per trasferirsi a sud del Tamigi, precisamente a Bermondsey.

Per decenni le case delle due tifoserie sono state quindi il Boleyn Ground ed il The Den, mentre ora il West Ham disputa le gare interne all’orrendo London Stadium (che ancora non ha ospitato un Dockers Derby) ed il Millwall al The New Den, che invece sorge abbastanza vicino al suo inquietante predecessore. I due impianti comunque sono separati solamente da meno di quattro miglia.

Gli hooligan e il Dockers Derby

Ed ora arriviamo all’elefante nella stanza. Inutile girarci intorno, se tutto il mondo calcistico conosce il fascino di questa partita, lo si deve alla componente hooliganistica, che ha fatto sì che questa partita, che manca dal 4 febbraio 2012 (vittoria in Championship degli Hammers per 2-1), diventasse un vero e proprio evento. L’Inter City Firm del West Ham ed i Bushwackers e i Treatment del Millwall hanno portato, a partire dagli anni Settanta, il livello di scontro ad un livello mai conosciuto prima, che hanno portato anche alla morte di un lion nel 1976 ed all’omicidio di un hammer nel 1986. Gli ultimi scontri su larga scala si ebbero in League Cup nel 2009 ad Upton Park, con incidenti prima, durante e dopo il match.

Naturalmente tanta acredine non poteva non avere un riscontro anche nella cultura popolare, con l’industria cinematografica che se ne è occupata a più riprese. Tanto per citarne solo alcuni, partiamo da Ultimo Stadio (The Firm) di Alan Clarke con Gary Oldman (nella vita reale tifoso del Millwall, mentre nel film hooligan del West Ham) e dal suo remake The Firm di Nick Love. Per poi passare al celebre Hooligans con Elijah Wood e concludere con Rise of the Footsoldier, sulla storia vera di Carlton Leach dell’ICF, che ci mostra una rissa in metropolitana da antologia, una delle migliori scene di scontri tra tifoserie mostrata sul grande schermo.

Quindi ora non ci resta che attendere il prossimo 25 giugno, quando la stesura del calendario di Championship ci indicherà le due date da segnare in rosso sul calendario.

Roberto Johnny Bresso

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