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Washington, 16 apr – Ci sono attori che, volenti o nolenti, rimangono per così dire intrappolati nei panni di uno dei personaggi che hanno interpretato. Se Stallone rimane per tutti Rocky e Rambo, se Michael Keaton è subito identificato con Batman e Malcolm McDowell rimarrà per sempre “solo” l’Alex di Arancia meccanica, così Ronald Lee Ermey rappresenta per tutti noi solo ed esclusivamente il rude sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket (1987) di Stanley Kubrick. Ermey si è spento questa notte all’età di 74 anni, lasciando moglie e quattro figli. Ad annunciarlo è stato il suo agente Bill Rogin che ha parlato «di alcune complicazioni dovute a una polmonite».
Sia per i cinefili più incalliti che per il telespettatore medio, infatti, a udire il nome di Ermey, la memoria corre subito al celeberrimo discorso che il capo istruttore Hartman pronuncia di fronte alle nuove reclute. L’ufficiale col pugno di ferro che, senza fare concessioni al politicamente corretto, parla di «negri» e «froci». Memorabile il suo scatto d’ira: «Chi ha parlato? Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo comunista, checca, pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte?». Insomma, il sergente maggiore Hartman è uno di quei personaggi che farebbe impallidire qualsiasi “sincero democratico”, che prende a pugni nello stomaco le buone maniere e i feticci del pensiero progressista: «Qui vige l’uguaglianza: non conta un cazzo nessuno».

Ermey, d’altronde, non era stato scelto a caso per recitare quella parte che lo avrebbe reso una leggenda. Kubrick, infatti, si rivolse a lui proprio in virtù delle esperienze che Ermey aveva raccolto prima di approdare nel mondo del cinema, in cui debuttò interpretando un elicotterista in Apocalypse Now (1969), il capolavoro di Francis Ford Coppola. Ermey era stato cioè sergente della Marina statunitense e aveva svolto davvero il ruolo di istruttore dal 1961 al 1972. Combatterà anche in Vietnam per ben 14 mesi. Oltre a impersonare Hartman, Ermey viene ricordato per aver vestito i panni del capitano di polizia in Seven (1995) e quelli del sindaco Tilman in Mississippi Burning: Le radici dell’odio (1988).
Gabriele Costa

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3 Commenti

  1. da rimarcare il capolavoro fatto in fase di doppiaggio italiano (l’originale americano non risulta essere così efficace) nonchè come annotazione storica che il nostro Sergente,una volta congedatosi dal USMC, conseguì il brevetto di pilota di elicotteri e con quello si guadagnava da vivere nelle Filippine ove viveva normalmente (posto dove è stato girato peraltro il mitico Apocalypse Now).

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