Roma, 26 mag – Se le nascite continueranno a calare, “l’Italia si ritroverà senza popolazione“, ha affermato ieri il Ceo di Tesla Elon Musk. Un’affermazione lapalissiana che sa di scontato, ma che se uscita dalla bocca di uno antipatico al pensiero unico non è più tanto ovvia.

Musk e la denatalità

Con questa sentenza il patron di Space-X ha commentato il grafico sull’andamento della natalità nel nostro Paese condiviso dall’italiano Andrea Stroppa, ex hacker e ora esperto di cybersicurezza e data analyst. Prima di commentare la statistica italiana, Musk aveva già espresso la sua opinione sulla crisi demografica di altri stati. L’8 maggio scorso, sempre su Twitter, ha scritto che il Giappone “cesserà di esistere” se in questo Paese le morti continueranno a superare le nascite. Ancora molto ovvio. Poi, il 24 maggio scorso, è passato alla curva demografica degli Stati Uniti e agli evidenti problemi di Hong Kong e Corea del Sud, le due nazioni agli ultimi posti per numero di nascite nel mondo. Elon Musk, che tra l’altro è padre di sette figli, ha affermato: “Contrariamente a quello che pensano in molti, più una persona è ricca e meno figli ha. Io sono una rara eccezione”. Non sono mancate ovviamente le polemiche, perché come sappiamo il signor Musk non è più simpatico ai media nostrani, anche se dice cose al limite dell’ovvio, ogni sua affermazione viene vagliata nell’ottica complottista anche se contiene un grano d’oro di verità. Se il miliardario non ci sta bene, possiamo usare le parole del Def (documento economia e finanze) varato dal consiglio dei ministri in cui sono stati decisi importanti tagli di spesa alla pubblica istruzione. Nel DEF si può leggere che “da tempo le proiezioni ufficiali evidenziano una tendenza generalmente comune, anche se con intensità diverse nei paesi dell’Unione Europea, ad un rapido invecchiamento della popolazione” e che “ciò comporta, in primo luogo, una riduzione significativa della popolazione attiva e un maggiore carico su di essa delle spese di natura sociale”. Di conseguenza sembra che per far fronte alla diminuzione della popolazione l’esecutivo abbia deciso di ridurre la spesa riservata all’istruzione. Una trovata da Nobel che non si preoccupano nemmeno di mascherare. Gli italiani diminuiscono? Tanto meglio, leviamogli anche le scuole perché non serviranno più.

Un problema serio

Insomma, Musk o non Musk il problema esiste e lo confermano anche le decisioni prese dal governo Draghi in fatto di pubblica istruzione, seguendo la strada già segnata per razionamenti e decrescite. Nonostante il mantra ambientalista e globalista sia quello di una popolazione globale in vertiginoso aumento, i dati parlano chiaro: stiamo scomparendo, o almeno una parte, e non facciamo nulla per contenerlo – anzi. Un problema che secondo Musk si incardinerà con le sfide tecnologiche del terzo millennio in fatto di microchip ed I.A. che stranamente riconducono ai suoi progetti aziendali. Ma se la questione denatalità viene affidata da una parte ai curatori fallimentari delle democrazie occidentali, come Mario Draghi, e dall’altra parte agli apologeti di un super-tecnologia in salsa consumista, chi rimane a parlare di questo dramma in atto? Chi rimane tra i popoli europei e la loro scomparsa? “Oggi la media di alunni per classe, in Italia, è sotto i 20. E a causa della denatalità, da qui a vent’anni la vera emergenza non saranno le classi pollaio ma il fatto di non riuscire più a formare le prime”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto oggi in commissione congiunta Affari costituzionali-Cultura al Senato. Sicuramente non un monito felice, condito da un’accettazione fatalista del problema.

Basta tecnici

Le risposte di questo governo non possono bastare a risolvere una tendenza epocale come quella in atto nel nostro continente e in Italia. Dove c’è denatalità noi accompagniamo decrescita, tagli, razionamenti e livellamenti delle impalcature sociali che sostenevano in passato famiglie ed imprese. La gestione fallimentare non può che portare al fallimento, e se non bastasse l’interesse di un grande capitale come quello di Elon Musk al tema natalità a far capire quanto sia cruciale per noi, dovrebbero valere il buon senso “biologico” e la matematica a far interessare i partiti e la politica – soprattutto quella di sedicente opposizione. Senza italiani non ci sarà più Italia, è lapalissiano, ma quando il re è nudo solo un bambino può smascherarlo. Il problema è che il bambino potrebbe non esserci più.

Sergio Filacchioni

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1 commento

  1. La denatalità non è un problema ma è un mistero per questa comunità di cazzoni impotenti… che tirano sordi verso tutto!!

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