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Trieste, 27 apr – Non ci saranno atleti africani al Trieste Running Festival, evento podistico che avrà luogo nel capoluogo giuliano dal 3 al 5 maggio. La notizia è stata divulgata da Fabio Carini, presidente della Apd Miramar, l’organizzazione che promuove la mezza maratona: «Basta mercimoni. Quest’anno – ha affermato Carini – abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare».



«Atleti africano sfruttati»

Carini è molto circostanziato nelle sue argomentazioni: «Troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignità, perché molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignità di atleti e di esseri umani, ma anche a discapito di atleti italiani ed europei che chiaramente rispetto al costo della vita non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato». L’organizzatore della maratona di Trieste risponde deciso anche alle critiche che gli sono piovute addosso: «Mi spiace se qualcuno se l’è presa, hanno preso una cantonata mostruosa. Ora è il momento che da questa Trieste, città multiculturale, si dica basta allo sport che non è etico». E Carini ha poi concluso: «Il nostro obiettivo è che questo non rimanga un fatto isolato ma che si cambi le regole».

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Il Pd urla all’epurazione

Puntuale come un orologio svizzero è arrivata l’accusa di razzismo da parte del Pd: «A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno», ha affermato Isabella De Monte, eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest. Ma anche il direttivo regionale dem in Fruli-Venezia Giulia ci ha tenuto a esprimere la sua indignazione: «Mancava questo al Friuli Venezia Giulia: essere la Regione che non fa correre gli atleti africani. Con motivazioni che hanno un retrogusto d’ipocrisia all’ennesima potenza, la nostra regione apre la stagione della discriminazione nello sport. Il fatto che questa scelta sia frutto di un organizzatore che è anche giornalista dipendente della Regione rende ancora più imbarazzante tutta la situazione», ha dichiarato Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd.

Vittoria Fiore

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