Roma, 07 giu – Ora che l’esecutivo verdegiallo a quanto pare, dopo i litigi da campagna elettorale per le Europee, ha trovato la quadra – con i due vicepremier intenzionati ad andare avanti con il contratto di governo – è comunque interessante vedere che aria tira sul fronte di un eventuale rimpasto o su quel voto anticipato che per adesso sembra scongiurato. Sondaggi alla mano, pesa il risultato delle Europee sulle attuali tendenze registrate tra i campioni esaminati. Ma andiamo a vedere qualche numero, con una dovuta precisazione: in Italia più che il cosiddetto “effetto bandwagon” – ossia l’aumento delle percentuali in sostegno della parte politica che viene percepita come “vincente” a scapito di quelle percepite come “perdenti” – conta il “pudore” dell’elettore medio, già riscontrato per anni con le valanghe di consensi a Berlusconi che però in tantissimi non ammettevano di votare. Quella sorta di timore riverenziale verso la cosiddetta superiorità morale della sinistra che impedisce alla signora bene del quartiere bene di ammettere di aver votato Salvini, per capirci.

Intenzioni di voto: Lega 35-36,5%, M5S 17% (Pd 23%)

Secondo i sondaggi degli istituti Swg e Tecnè, realizzati circa una settimana dopo il voto per le Europee, il consenso per la Lega sarebbe in ulteriore crescita sopra il 35% (addirittura 36,5% per Swg). Un buon risultato si registra anche per il Partito Democratico, che in entrambe le rilevazioni sarebbe sopra il 23%, circa un punto in più di quanto ottenuto nelle urne il 26 maggio scorso. Anche il dato di Fratelli d’Italia (6,6-6,8%) è leggermente superiore al suo recente risultato elettorale (6,5%). Discorso a parte, invece, per il Movimento 5 Stelle e per Forza Italia: Swg vede i pentastellati in leggero rialzo rispetto alle Europee (17,5%) e un netto calo per gli azzurri (6,9%), mentre per Tecnè è il contrario: FI farebbe un po’ meglio (9,2%) e M5S un po’ peggio (16,8%) rispetto ai risultati del 26 maggio.

Voto anticipato: chi lo vorrebbe?

All’indomani dell’exploit della Lega e del tracollo a 5 Stelle alle Europee, l’ipotesi voto anticipato ha preso piede rapidamente: in tanti hanno pensato che il leader del Carroccio avrebbe voluto battere cassa alle Politiche capitalizzando i consensi. Ebbene secondo le simulazioni di Youtrend dell’Agi, che fa la “supermedia” dei sondaggi a disposizione, con i risultati delle Europee una coalizione di centrodestra formata da Lega e Fratelli d’Italia potrebbe ottenere la maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato anche senza includere Forza Italia nella coalizione. Ma il punto è un altro: gli italiani vorrebbero tornare alle urne? A quanto pare a vincere sono i “no”. La maggioranza assoluta degli intervistati, secondo ben quattro diversi sondaggi, non vuole le elezioni anticipate. Le esclude esplicitamente il 54% degli intervistati dall’istituto Noto, mentre il 58% degli intervistati da Emg dichiara di preferire che il governo vada avanti. E – dato significativo – è di questo parere anche il 76% degli elettori della Lega. Demopolis e Tecnè hanno offerto due opzioni di risposta diverse per i contrari al voto anticipato: nel complesso, gli italiani che vorrebbero che il governo andasse avanti senza modifiche sono leggermente in vantaggio rispetto a quelli che invece auspicano una “redifinizione della squadra” (Demopolis) o un “maggiore spazio alle posizioni della Lega” (Tecnè). In entrambi i casi, però, la somma di quelli per la continuità di governo è superiore alla percentuale di chi vorrebbe le elezioni anticipate.

A quanto è data l’ipotesi rimpasto?

Alcuni scenaristi ritengono molto probabile un riequilibrio nel governo: uno dei ministri più a rischio, a quanto pare, è il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture del M5S, Danilo Toninelli (contrario alla Tav). Il sondaggio Emg più recente mostra come la netta maggioranza degli italiani (quasi 8 su 10) sia d’accordo con l’idea che il governo debba cambiare alcuni ministri. E’ d’accordo con questa idea il 74% degli elettori della Lega e – percentuale non di poco conto – il 52% di chi vota 5 Stelle. In conclusione, sebbene i sondaggi non siano poi così affidabili, appare plausibile che il governo Lega-M5S andrà avanti ancora un po’. Questo tenendo presente che se la maggioranza reggerà fino a fine estate poi non sarà più possibile andare al voto anticipato, perché toccherà fare la legge di Bilancio 2019 e quindi l’esecutivo – nel caso – non cadrà prima dell’inverno 2020.

Adolfo Spezzaferro

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