Roma, 7 nov – L’estensione delle proteste No green pass, diffuse ormai su Rainews e su tutti i media, genera più di uno spunto di riflessione, in un’Italia afflitta non solo dal lasciapassare verde, ma da una depressione pluridecennale che coinvolge le genti italiane.



No green pass e risveglio italiano

È molto difficile non associare i due concetti, quanto meno in termini di speranze e prospettive. Non siamo qui a scrivere di situazioni irrealizzabili: la premessa da cui partire è quella peggiore, ovvero il coma – in parte farmacologico – in cui versa il popolo italiano almeno da cinquant’anni.

“Almeno” perché si tratta di un coma iniziato molto prima, con quel trauma psicologico di massa incarnato nell’8 settembre 1943, quando una resa incondizionata mise in ginocchio e distrusse di fatto una Nazione intera, la abbatté nel morale in un modo così profondo da viverne le conseguenze ancora oggi. Un trauma che l’Italia repubblicana ha sempre cercato di trasformare in una vittoria: un’operazione ai limiti del grottesco che, però, gode del sostegno di tutta la cultura mainstream, risultando quasi realistica per il cittadino comune. Non ci sarebbe stato perfino nulla di male se a quel trauma si fossero accompagnate le glorie precedenti della Nazione, ma purtroppo anche questo approccio si è rivelato impossibile, trascinando nella demonizzazione del fascismo perfino quella della Grande Guerra patriottica italiana, e di conseguenza distruggendo ogni aspetto costruttivo per la formazione delle generazioni future.

Per uscire da questo impasse ci sono solo due strade: la morte o la resurrezione. Ma per la resurrezione occorrono dei pretesti utili, delle cause scatenanti. Sulle quali poi ricostruire, pian piano, una coscienza quasi estinta. Gli Stati Uniti d’America sono forse la Nazione più fiera – per lo meno politicamente – del decadente Occidente: non nacquero per una questione ideale, bensì pragmatica, nella fattispecie economica. È solo il primo esempio che viene alla mente per dire: ogni questione – anche la più materiale – può essere utile per risvegliare spiritualmente un popolo: anche il No green pass, partito da Trieste per parlare non solo all’Italia, ma al mondo.

Una protesta anche “spirituale”

Al netto dell’ovvia considerazione che chiunque sia libero di vaccinarsi o meno, e riallacciandoci a quanto espresso nel precedente paragrafo, forse ci sono motivi per andare ben oltre il “bieco materialismo”. La schiavitù dall’Unione Europea è, ad esempio, una questione prettamente economica: e anch’essa, pur semplicemente facendo emergere il concetto di “sovranismo”, è sicuramente un fatto storico importante. Stesso dicasi per l’invasione migratoria.

Sul No green pass, però, influisce una questione non squisitamente utilitaristica. Non si tratta – per dirla in parole semplici – solo di soldi e lavoro, ma di voglia di normalità, di desiderio di vivere e respirare senza costrizioni – nella stragrande maggioranza dei casi – assurde, in un paese che “vola” verso il 90% dei vaccinati. Forse non basterà. Forse il dramma del popolo italiano è così profondo che sarà ancora troppo poco. Ma è di sicuro un punto di partenza che non va ignorato ma, al contrario, incoraggiato a crescere e a maturare.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Il punto di partenza segnalato che andrebbe incoraggiato a crescere ed a maturare non è neppure preso in considerazione da loro signori. Basti semplicemente pensare che non si sono preoccupati neppure di sapere quali e quanti (tanti!), soggetti si sono cuccati il sino-virus, coscienti o meno, prima di inoculare “aggiunte” a maggior ragione alla c…o di cane! A conferma, i dati sono assolutamente inesistenti, almeno ufficialmente!
    Attendiamo con gratitudine eventuali smentite…, anche ufficiose! Questa è anche una delle fondamentali verità che stanno dietro certa militanza anti g.p.

  2. L’unico modo per vivere normalmente è mandare a casa gli #EuroParassisiti servi della finanza internazionale facendoli fallire
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/06/07/rivoluzione-disarmata/

    Togliendogli il poco di motli gli si leva tutto e se ne andranno, falliti, a casa
    https://www.ilprimatonazionale.it/economia/giu-mani-risparmio-preoccupante-monito-mattarella-172554/

    non certo andare in piazza.

    Se poi gli si chiede anche il riscatto
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2021/10/14/riscatto/

    avremo più soldi per far girare l’economia reale l’unica che conta veramente per le persone comuni.

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