Roma, 8 feb – Accoglienza e scafisti vanno d’amore e d’accordo, ma non lo scopriamo certamente adesso. Eppure, negli ambienti vicini all’Ue, sembrano non voler ascoltare, nonostante indizi e prove siano evidenti da tempo. Otto Stati membri si sono appena espressi contro il sistema strappalacrime ed emotivo dell’accoglienza, dell’asilo, ma – senza dirlo – anche dei presunti salvataggi (che in realtà altro non sono se non “raccolti”).

Accoglienza, scafisti, schiavismo

Accoglienza vuol dire scafisti e scafisti vuol dire schiavismo. Vuol dire tratta di esseri umani che pagano per essere schiavizzati a loro insaputa. E per distruggere il tessuto sociale ed economico del Paese di prima accoglienza, ovvero l’Italia, già martoriato dai suoi poveri, dai suoi disoccupati, dai propri disagi e drammi sociali. Tutti ragionamenti elementari che però, ogni tanto, vanno ribaditi. Su chi paga per questo scempio, di prove dirette non ne abbiamo. Di sospetti, ovviamente, tanti. Ciò che permane, però, è l’amarezza di chi non ascolta, perché spesso non ha alcuna intenzione di ascoltare: per stupidità, ignoranza ma talvolta – non si può escludere – esplicita malafede.

Gli otto Stati membri hanno ragione ad attaccare l’Ue

Sacrosanto l’attacco degli otto Stati membri all’Ue sulla questione. Sacrosanto mettere sul patibolo la triste e ipocrita retorica dell’accoglienza e dei confini aperti a tutti senza discriminazioni. Sacrosanto contestare dei salvatori che non sono altro che traghettatori di poveri disgraziati che vanno a scontrarsi con altri poveri disgraziati, italiani, in condizioni pessime da decenni. Sacrosanto opporre ogni forma di dissenso contro un sistema che è contrario a tutto: ai diritti degli italiani, alla loro identità, alla dignità di chi finisce sui barconi, ma anche, per usare una loro espressione, proprio ai presunti “diritti umani” che i presunti sgominatori del razzismo predicano ogni giorno, ogni anno, dalla mattina alla sera. L’immigrazione clandestina è un male totale, da combattere e risolvere il più e il prima possibile. Un male per tutti i soggetti e le società coinvolte: e chi ha ancora il coraggio di sostenere il contrario è complice o irrimediabilmente imbecille.

Stelio Fergola

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