Roma, 5 dic – Se nel resto delle capitali europee la cosiddetta “archeologica industriale” sopperisce con idee innovative di riutilizzo alla mancanza, spesso, di una “vera” archeologia, a Roma, dove le abbiamo entrambe, trattiamo entrambe alla stessa maniera: male. Non solo l’ex fabbrica della penicillina sulla Tiburtina salita ormai agli onori delle cronache in vista dell’imminente sgombero (stando almeno alle promesse di Virginia Raggi), nella Capitale sono decine gli stabili industriali abbandonati.

Sul lungotevere che si dipana dalla zona Marconi ad Ostiense c’è un ampia area che un tempo ospitava lo stabilimento della Mira Lanza, la fabbrica di saponi italiana. Attualmente, purtroppo, tale area, vicina poche centinaia di metri dal nuovo polo della “movida” romana, è invece sempre più oggetto di una su tutte gli incendi: nello scorso fine settimana il divampare di un rogo, molto probabilmente cagionato da un rudimentale metodo di riscaldamento, ha provocato ulteriori danni alle strutture dell’ex fabbrica e ha lasciato intossicato uno degli “occupanti”.

Il progetto di riqualifica, ancora in altissimo mare, dell’ex zona industriale sarebbe relativo alla realizzazione di un parco pubblico. Prima di procedere a ciò, tuttavia, è necessario bonificare l’area. Sempre più malridotta (ricordiamo, comunque, che nella zona circostante il quadrante di Ostiense e Marconi, come nel caso del Teatro India e dell’ex mulino sul Tevere, interventi mirati hanno fatto in modo di recuperare tali complessi parte della storia di Roma) la struttura ha bisogno di interventi riqualificativi che hanno dei costi elevatissimi di circa 1,3 milioni di euro.

Qualora le operazioni di bonifica siano troppo dispendiose, il Comune di Roma potrebbe, per quanto assurdo, rinunciare a tale operazione, lasciando la zona in una situazione non solo di degrado sociale (essendo ormai diventata abitualmente ritrovo di dormitori “abusivi” con corollario di sporcizia ed insicurezza) ma anche ambientale, e ciò dannoso per la salute dei cittadini.

“Come Gruppo Misto abbiamo presentato la richiesta di discutere una mozione sull’argomento, ma ancora non ci è stata calendarizzata – spiega l’ex consigliere Maria Cristina Restivo a Roma Today – allora abbiamo provato ad inserire l’argomento come ordine del giorno nell’ultima seduta di  consiglio, ma non è stata ritenuta ammissibile”. E ciò sarebbe l’ennesimo fallimento della gestione attuale di Roma che più che cinque stelle non ne meriterebbe nemmeno una.

Ilaria Paoletti

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