Padova, 21 feb – La memoria di Norma Cossetto rivivrà in una strada intitolata a suo nome anche a Padova. Ma, come riporta il Secolo d’Italia, la vera sorpresa sta nel fatto che questo gesto proviene dal primo cittadino Sergio Giordani, sostenuto da una lista di centrosinistra, che ha così annunciato la decisione: “Il nostro è un semplice gesto istituzionale che ne segue altri di molto più significativi. Mi riferisco ad esempio al conferimento a Norma Cossetto della laurea ad honorem nel 1949 su proposta del deputato Concetto Marchesi, già Rettore dell’Università di Padova e figura chiave della resistenza italiana o alla medaglia d’oro al valor civile conferita nel 2005 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a questa giovane istriana, studentessa della nostra Università, che fu torturata, violentata e gettata viva nella foiba di Villa Suriani”.



“Lontani dalle polemiche”

Giordani ci tiene a precisare che “come istituzione ci teniamo lontanissimi dalle polemiche e dalle strumentalizzazioni, sempre sbagliate. Piuttosto pensiamo sia nostro dovere lavorare alla riconciliazione, alla memoria, al riconoscimento e al rispetto che tutti dobbiamo riguardo all’enorme sofferenza cui furono costretti in quegli anni centinaia di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le loro terre e i loro beni e accolti talvolta con freddezza e ostilità dai connazionali”. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le strade e i giardini dedicati alla giovane martire stuprata e assassinata dai partigiani titini, da un capo all’altro dello Stivale, e finalmente anche una giunta a maggioranza sinistrorsa ha deciso di recepire queste istanze al di là del colore politico. Parole e atti concreti che ci piacerebbe sentire da un maggior numero di esponenti della sinistra. Speriamo che quello di Padova non rimanga un caso isolato.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteParma, stupro nel centro sociale antifascista: altre 5 condanne
Articolo successivoTav: dietrofront della Lega, mozione con il M5S per rivedere l’opera
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

Commenta