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Tutti parlano (a sproposito) dell’obbligo vaccinale. La tentazione è forte, fortissima: con l’obbligo del vaccino anti Covid come fosse il vaiolo si taglierebbe la testa al toro e il green pass diventerebbe cartastraccia. Ma al di là delle fughe in avanti di qualche esperto governativo e non – come Sergio Abrignani del Cts e il solito super fan della puntura Matteo Bassetti – nessun esponente dell’esecutivo Draghi si sbilancia. Per un motivo molto semplice: imporre l’obbligo per il vaccino anti Covid è un problema complesso. Sotto molti aspetti.



Per imporre il vaccino obbligatorio serve una legge ad hoc

Innanzitutto quello giuridico: serve, appunto una legge. Non puoi imporre un vaccino alla popolazione senza un provvedimento ad hoc. Perché qui non stiamo parlando di un obbligo per determinate categorie professionali – come quello in vigore per gli operatori sanitari – ma per l’intera popolazione. Obbligo che allo stato attuale sia della campagna vaccinale sia della curva epidemiologica – al di là dei soliti allarmisti catastrofisti – non è assolutamente necessario. Così come non lo è in nessun Paese Ue (e non solo). Anche perché ci sono fasce di popolazione – come i bambini fino ai 12 anni – che non possono fare il vaccino in questione. Semplicemente perché non ci sono evidenze scientifiche che sia sicuro ed efficace.

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I rischi per i bambini

In tal senso – breve parentesi – va da sé che se è conclamato che a un ragazzino essere positivo al Sars-Cov-2 nella stragrande maggioranza dei casi non comporta alcun rischio, non esistono sperimentazioni del vaccino sui minori che mostrino che non ci siano rischi in caso di inoculazione. Il buon senso ci dice che se l’infezione nei bambini non comporta lo sviluppo della malattia grave, il vaccino è totalmente inutile. Pertanto al massimo andrebbe fatta una legge per l’obbligo dai 40 anni in su. Sono tutte nozioni che – complici i virologi-star che imperversano in tv e sui social – ormai si danno per acquisite. Come anche che con il vaccino non sei protetto dal contagio ma dallo sviluppo delle forme gravi di Covid-19.

Il sottosegretario Andrea Costa a domanda risponde… restando vago

Detto questo, stamane il sottosegretario alla Salute Andrea Costa (Forza Italia), intervistato a Radio Anch’io su Radio Rai1, in merito all’obbligo vaccinale è stato quanto meno vago. Il motivo è facile a dirsi: avventurarsi in una spiegazione del perché non si è imposto è alquanto spinoso. Per cui Costa, complice anche il fatto che i media mainstream sul fronte pandemia in Italia sono assolutamente filogovernativi, se l’è cavata con egregia fuffa sparsa ad arte qua e là. “Perché il governo non ha imposto l’obbligo della vaccinazione?”, è stata la domanda. Al che Costa si è impelagato in un discorso sul “senso di responsabilità degli italiani” nell’affrontare restrizioni, lockdown, green pass e via via vietando.

Ovvio che la giornalista di Radio Rai1 avrebbe potuto incalzare il sottosegretario, chiedendo: “Ma perché avete imposto il green pass, che è un obbligo indiretto a vaccinarsi, invece di imporre direttamente il vaccino obbligatorio per tutti?”. Ma tale domanda non è stata formulata, forse per le ragioni di cui sopra, secondo cui media e potere in Italia vanno tristemente a braccetto.

Il vaccino contro il Covid non è come quello contro la polio

In conclusione, con buona pace di Bassetti e gli altri talebani del vaccino, l’obbligo per legge è una rogna che il governo non intende (almeno per adesso) affrontare. Anche perché comporterebbe problemi logistici non indifferenti. Ma soprattutto esporrebbe lo Stato a una responsabilità gigantesca: trattare i vaccini anti Covid alla stregua di quelli contro la polio o la pertosse. Con la differenza che né il Covid è la polio né i vaccini (sperimentali) a disposizione sono paragonabili a quelli citati, giustamente obbligatori.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. Bastano i “ns.” vertici, temporale e spirituale, dal alto delle loro assai discutibili competenze specifiche, protetti dai loro privilegi, ad iniettare sensi di colpa denunciando la mancanza di amore verso il prossimo! Comodi loro, vicini alla dipartita. Del dopo chi se ne fotte! Non gli passa per la testa che sla, sclerosi multiple, leucemie, ecc. possono essere il risultato di altrettanti “gesti d’ amore”?! Progressisti del tutto e subito, solo democratico, che hanno pure il coraggio di dire, dittatorialmente, che insieme si vince o si perde inaugurando l’ incontro dei sempre divisivi ed ambigui ciellini.

  2. Complimenti ancora per la chiarezza, purtroppo parlare con gli Italiani sembra essere alquanto inutile, rifacendosi pure ad un vecchio detto, che sembra essere quantomai attuale.

  3. Invece di chiedervi del perché i politici rimangono vaghi sull’obbligo del vaccino chiedetevi del perché si parla senza rispetto della logica di dovere etico e secontemporaneamente di atto d’amore.
    Nel frattempo il primo tatuaggio sul braccio di un QR code per il green-pass, fatto in omaggio alla libertà.

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