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Da Pallotta a Thohir: che delusione gli Abramovich di casa nostra

by Giorgio Nigra
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thohirRoma, 25 feb – La cessione della proprietà di una squadra di calcio a un padrone straniero, magari extra-europeo, è sempre un colpo a ciò che rimane di identitario nello sport più nazionalpopolare di tutti. I tifosi, tuttavia, fanno presto a dimenticare le questioni di principio quando l’arrivo di un ricco magnate straniero coincide con un salto di qualità tecnico: i tifosi di Chelsea, Manchester City e Paris Saint-Germain ne sanno qualcosa. In Italia, finora, non è andato così. Della proprietà americana della Roma abbiamo già parlato recentemente: a fronte di risultati altalenanti e senza discontinuità significative, James Pallotta è nel frattempo riuscito a sfigurare il logo, svuotare la curva e assistere allo psicodramma Totti.

Ma all’Inter non è andata meglio. Addirittura, nelle ultime ore, si era diffusa la voce che Erick Thohir fosse già intenzionato a vendere il suo 70% di quote dell’Inter. Poi una nota ufficiale ha smentito la circostanza, spiegando che, in compenso, “il Club ha chiesto a Goldman Sachs di vagliare la possibilità di identificare potenziali futuri partner commerciali in Asia. Questa è una cosa logica alla luce della enorme crescita di investimenti nello sport e nel calcio in particolare, in Asia e specificatamente in Cina”. Resta il fatto che il magnate indonesiano, per ora, non ha certo fatto miracoli a Milano, anzi.

Sull’altra sponda della città, la telenovela con il thailandese Bee Taechaubol sta assumendo contorni tragicomici. Tant’è che anche Berlusconi sembra stia perdendo la pazienza: “Oggi mister Bee – ha detto in un’intervista – sta cercando soci su altri mercati e spero che ce la faccia entro la fine del campionato. Se così non fosse abbiamo già molte altre richieste di entrata nel capitale del Milan che permetteranno al nostro club di avere nuovi capitali per poter avere una gestione di elevato livello”. L’ex premier ha assicurato che “Mister Bee è una persona seria, ha lavorato bene. Ci ha presentato un piano di commercializzazione del brand molto convincente e concreto, io ambirei ad averlo in società. Purtroppo, però, i soci che aveva trovato erano cinesi e la crisi in quei mercati ha fatto sì che questi signori si siano ritirati”. Sarà sicuramente così, ma i tifosi del Milan cominciano a essere impazienti.

Giorgio Nigra

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