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Paragone ha deciso: “Rimango, ma non voto fiducia a governo”

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Roma, 5 sett – Alla fine Gianluigi Paragone ha deciso come porsi nei confronti del nascente governo tra M5S (cui appartiene) e Partito Democratico.

I precedenti

Quando vi furono i primi spiragli di ipotesi su un’alleanza di governo tra il suo partito e Pd, Paragone si dimostró talmente scettico e contrario da minacciare di lasciare lo scranno in Senato. Una drastica decisione di un’insperata rettitudine morale, in coerenza con le esternazioni social di Paragone sul Pd: gli appartenenti al partito di Zingaretti venivano definiti dall’ex giornalista come “traditori assoluti”. Sempre sui social, Paragone dove ironizzava sui colleghi pentastellati pronti a “mettersi in fila per tre e rispondere sempre sì al fianco del Pd”. E come dimenticare i molteplici articoli contro Maria Elena Boschi, membro del partito additato come “il male peggiore per l’Italia”.

Colpo da maestro 

Oggi, Paragone sfodera un colpo da vero maestro: “Io la fiducia a questo governo non la darò” dichiara il senatore in un’intervista all’Adnkronos. “Resto della mia idea, il mio sarà un no politico”: dunque Paragone rimane solido in sella al suo posto in Senato, certo che (con o senza il suo no “politico”) il governo avrà comunque la fiducia. 

“Io, un vero populista” 

“E’ chiaro  che, come ho già detto, rispetto il giudizio di chi ha votato sulla piattaforma Rousseau. Quello è il mio popolo e io sono un vero populista. Sarò il meno duro possibile ma non posso votare la fiducia. Il mio sì non c’è, vedrò come fare per essere coerente con quello che penso e con quello che la base del M5S ha deciso” continua Paragone.

E le “suona” a Gualtieri

Ma non risparmia una bordata contro uno dei nuovi membri del governo (al quale, nonostante questi scialbi distinguo, in effetti appartiene) : “Il ministro che mi piace di meno di questo governo? Sicuramente Roberto Gualtieri, che è uno dei custodi della liturgia europeista. E siccome io non sono uno stretto osservante di questa liturgia, dirò no alla fiducia al Conte bis”.

E di fronte al video in cui il neo-ministro dell’Economia m suona ‘Bella ciao con la chitarra, Paragone ci va giù pesante : “Il ‘Bella ciao’ che più mi piace è quello cantato dalla banda della serie tv ‘La casa di carta’: quello è un canto ribelle, che è contro il ‘Bella Ciao’ di retorico e falso di Gualtieri”. Parole pesanti che rischiano di bruciare la vera “casa di carta”, il nuovo governo.

Ilaria Paoletti

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2 comments

ugo 6 Settembre 2019 - 11:39

Secondo me si rende conto benissimo di recitare una parte da guitto di periferia, però insiste perché la poltroncina fa gola. Molto umano e, proprio perché molto umano, molto raso-terra. Almeno la smettesse con quei proclami vuoti, però, che non incanta nessuno (spero).

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