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P7210014Bergamo, 22 lug – A Bergamo è venuto alla ribalta, in questi giorni, il caso di un bar in cui sono presenti gadget e immagini che si rifanno al Ventennio. Siamo andati a parlare col titolare, Vinicio M., 54 anni, che ormai da 12 anni gestisce il locale nei pressi del centro della città.
Vinicio insieme alla sua compagna di vita è ormai ben conosciuto nel quartiere ed il suo locale è punto di ritrovo per molti suoi abitanti, anche extracomunitari. Nel colloquio preliminare ci racconta che ha cominciato da 7/8 anni a mettere memorabilia del Ventennio, anche grazie all’aiuto dei suoi stessi clienti, ed in tutto questo tempo non ha mai avuto problemi di sorta.
P7210003Problemi che però hanno cominciato a palesarsi per la prima volta circa 4 mesi fa, quando da un corteo “anti-omofobia” che passava per la via del locale, sono partiti insulti e improperi al suo indirizzo da partecipanti a bordo di un camion, successivamente, e qui veniamo ai fatti di questi giorni, la distribuzione di un volantino anonimo in cui si denunciava la presenza del bar “fascista”, divenuto anche punto di ritrovo per i militanti di Casapound, ha creato reazioni da parte sia dell’Anpi che da parte delle istituzioni: il bar di Vinicio, “Colazione da Tiffany”, è stato infatti oggetto, il 18 luglio scorso, di un accertamento da parte della Questura e dei Vigili Urbani che hanno contestato, per il momento, la vendita di calendari non autorizzata.
Il Primato Nazionale è andato a intervistare il titolare.

Il volantino anonimo che ha innescato la polemica
Il volantino anonimo che ha innescato la polemica

Buongiorno Vinicio, cerchiamo di ricostruire la vicenda che ti ha visto protagonista in questi giorni: tutto nasce da un volantino anonimo… poi cosa è successo?
È successo che preso dalla rabbia ho avuto un gesto di stizza, e quando è giunto il cronista, che non avevo chiamato, del Corriere della Sera, mi sono esibito in un saluto romano nei confronti di questi anonimi antifascisti. Da qui nasce tutta la polemica successiva perché si scatena anche l’Anpi…. Ma il mio gesto voleva semplicemente sfottere quel gruppo di antifascisti autori del volantino… tutto lì.
Ti aspetti prese di posizione anche violente, come già successo, per questo tuo sfogo sui giornali?
Credo proprio di no… perché dopo ciò che si è verificato, se hanno letto ciò che è stato scritto sui giornali, la loro figura è molto magra e assai meschina… immagino che siano lì col dito in bocca a cercar di capire cosa hanno combinato perché i risultati che hanno ottenuto sono diametralmente opposti!
Dopo la ribalta mediatica a cui sei stato sottoposto, come ti senti?
A posto con la coscienza, tutto regolare, senza alcun timore di affrontare adesso le interpretazioni del magistrato.
Tutto è nato, dicevamo, dal volantino distribuito qualche giorno fa nelle cassette della posta del circondario. Tu hai qualche sospetto su chi possa esserne l’autore?
Penso proprio di sì: Cascina Ponchia.
Che cos’è Cascina Ponchia?
È un gruppo di poveri disgraziati, che mi fanno molta pena, vivono in un mondo irreale, fuori dalla comunità e dalla società, occupando delle abitazioni all’interno di questa cascina. Non capiscono il modo in cui ci si deve comportare attualmente, sono loro che decidono dogmaticamente chi, come e dove colpire in base a teorie che non sussitono.
Sono 12 anni che hai questo locale e mi dicevi che non hai mai avuto problemi di sorta tanto che nel tuo locale vengono tutti. Ti consideri fascista come sostengono gli antagonisti?
Ciò che loro pensano sia fascismo è completamente diverso dal mio fascismo: il mio fascismo si rifà al ventennio sociale, che è un orientamento politico e una identificazione. Chiaro che il fascismo non potrà più risorgere ristabilendo quegli schemi, perché si è modificato successivamente al 1919 in un’altra forma, borghese, in cui tutti quanti sono saliti sul carro del vincitore facendolo diventare un carrozzone.
P7210007Il tuo locale è frequentato da tanti: pensionati, giovani, extracomunitari. Hai mai avuto problemi con questi ultimi?
Per quello che riguarda la politica assolutamente no. Anzi, noto che i nordafricani che hanno studiato valutano il fascismo con occhi completamente diversi rispetto ai giovani italiani, che hanno studiato in Italia, l’interpretazione storica che ne danno è completamente opposta!
Ma quindi ti consideri un neofascista, un fascista delle origini o che altro?
Io non posso dire di essere fascista perché il regime fascista non l’ho servito. Nutro una simpatia profonda per la storia di quel periodo che ha creato una società nazionale che viveva, cresceva e veniva educata secondo valori sani. Lo stato sociale di Benito Mussolini seguiva la persona dalla culla alla tomba… questa è la realtà, aveva edificato uno stato veramente sociale… ma non soltanto nei confronti dei privati, anche nella gestione all’interno della aziende… ha portato avanti un percorso di industrializzazione che ha avuto il suo sbocco anche successivamente al termine della guerra… ricordiamoci bene che i binari su cui nasce il benessere degli anni 60 li ha posati il Regime Fascista. Il sistema attuale lo ha distrutto tutto, dalla A alla Z, non restano che le briciole!
Grazie Vinicio, vuoi aggiungere qualcosa anche alla luce delle indagini che sono in corso a tuo carico?
Casomai, non lo escludo, ma non voglio provocare altre situazioni spiacevoli, il magistrato dovesse dare disposizioni per rimuovere tutti questi gadget che si rifanno al Ventennio… benissimo! Farò ricorso! Fino all’ultimo grado di giudizio, e qualora ottenessi vittoria, non chiamerò più il mio locale “Colazione da Tiffany” bensì “Colazione da Osvaldo Valenti e Luisa Ferida”, tanto per intenderci.
Paolo Mauri



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7 Commenti

  1. Tutta la mia solidarietà, vivo all’estero, qualora dovessi passare per la vostra cittadina mi fermerò volentieri a far colazione.
    W L’Italia, e dico con forza, W Benito Mussolini!

    • Ma quanto sei pirla e coglione …tanto tu in guerra non ci sei andato a morire per il tuo duce di merda …..senza palle!!!

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