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Roma, 3 lug – La Cassazione aveva confermato la condanna dopo l’accusa di due ragazzini che sostenevano di essere stati abusati dal prete. In un caso si era trattato di un “semplice” bacio intimo, nell’altro di una violenza vera e propria. “La gente mi accoglie con affetto – ha dichiarato don Turturro uscito dal carcere – Io ho portato la croce in questi anni con la serenità che Dio è amore e perdono. Fino ad ora non ho incontrato nessuno che si mostrasse scandalizzato del mio ritorno. Ma ho scelto il silenzio”.

Ma non ci dica, lui ha “portato la croce in silenzio”. Chissà cosa ne pensano i ragazzini da lui violentati della croce da portare per tutta una vita, chissà cosa ne pensano i loro genitori che ora se lo ritrovano di nuovo a predicare comodamente tornato al suo posto dietro all’altare. E chissà cosa ne pensa Papa Francesco che aveva promesso la mano dura nei confronti dei preti pedofili. Neppure la sospensione a divinis ha ricevuto questo sacerdote condannata per pedofilia che un bel giorno decise di stuprare un ragazzino. Tre anni e di nuovo in libertà, a raccontare ai fedeli la parola di Cristo. Proprio lui, che ha pure il coraggio di sostenere di aver “portato la croce in silenzio”.

Eugenio Palazzini

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