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Roma, 7 ott – Per decenni il termine “velina” è stato usato spregiativamente da radical chic e progressisti per indicare un modello di donna asservito ai dettami del maschilismo più trinariciuto che sfrutta il corpo delle donne. Da oggi, invece, persino le veline di Striscia la Notizia diventano simbolo delle battaglie “per i diritti civili”. È il caso di Mikaela Neaze Silva, di padre angolano e madre afghana. Che rilancia la battaglia per lo iu soli: “Lo sciopero della fame? Un atto di coraggio, certo. Ma io scenderei in piazza… Per la battaglia dello ius soli servirebbe una bella manifestazione di piazza, e io ci andrei molto volentieri”, dice a Repubblica.

La velina ci espone quindi il suo dramma: “Io non vengo considerata italiana, pur vivendo qui dall’età di 6 anni. Ho fatto ben tre cicli di scuola, fino alla maturità, e aspetto ancora di avere la cittadinanza. Ho fatto la domanda, e spero che arrivi presto il documento. In più, sono molto stanca dei molti attacchi che ho subito, quando Striscia ha annunciato che sarei stata la velina bionda. Hanno detto che, con tutte le ragazze italiane che c’erano, proprio me, un’africana! dovevano andare a prendere”. Una vita veramente tragica, non c’è che dire, quella della modella finita nello staff del più seguito e nazionalpopolare programma della tv italiana.

Mikaela, quindi, rilancia l’idea della manifestazione: “Porterei anche uno striscione. Lo ius soli secondo me è solo un punto di partenza. È già un passo avanti, ma non basta. Lo sciopero della fame è poco, cioè è tanto perché serve coraggio, ma secondo me ci vuole un’azione dimostrativa, come fecero gli afroamericani durante le lotte per i diritti. Noi dobbiamo lottare per i nostri diritti. I bambini che crescono qui hanno diritto di essere riconosciuti italiani”. E se lo dice la velina…

Roberto Derta

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4 Commenti

  1. …….digiunare dalle h14 alle h20 ( dopo pranzo fino a cena ) è sicuraaaaamente un atto eroico…….. Ma la ”bionda”, in testa che ha?? Sembra uno spazzolone….

  2. “….Lo ius soli secondo me è solo un punto di partenza….”, certo, un’immigrata non può dire che è un punto di arrivo, e ci può stare. La cosa più grave è che il suo stesso pensiero ce l’hanno non pochi italiani autentici da generazioni, a partire da quelli che stanno al governo, i quali vanno contro il loro stesso popolo e la loro stessa nazione.

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