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Roma, 21 set- Torino, Milano, Padova, Verona, Bologna, Urbino, Bari, Napoli e Catania riescono ad avere molte cose in comune pur essendo distanti tra loro: oltre ad essere delle stupende città italiane sono tutte sedi di università diventate simbolo dei cosiddetti diritti LGBT, arrivando ad istituire il cosiddetto doppio libretto per gli studenti in transizione di genere e identità sessuale per quella che, secondo le felicissime associazioni del mondo arcobaleno, è vista come una conquista di civiltà. Addirittura un momento storico.



uni Padova doppio libretto
Il volantino di un convegno all’università di Padova sul tema del “doppio libretto”

All’università di Pavia devono avere pensato che sarebbe stata cosa buona e giusta approfittare del già citato momento storico e unirsi agli Atenei delle città di cui sopra. In questi giorni il Senato accademico dell’università pavese ha infatti approvato all’unanimità l’introduzione del fatidico doppio libretto. Ai pochissimi studenti che lo chiederanno, verrà fornito un nuovo tesserino con i dati richiesti dallo studente dove, udite bene, verrà registrata una nuova “identità alias” nemmeno ufficiale, ma valida in tutte le situazioni della vita universitaria. In sostanza un professore dovrà rivolgersi allo studente- o studentessa o magari entrambe le cose- con il nuovo nome indicato.

Ed ecco che, per la gioia di Arcigay e Universigay, i diritti di tutti gli studenti sono ora rispettati. Cosa aspetteranno, dunque, gli altri atenei ad allinearsi e a cedere alle pressioni delle varie componenti del mondo LGBT?

L’anno accademico a Pavia, così come nelle altre città sedi di atenei “gay friendly”, può ora essere inaugurato con enorme soddisfazione: da questa settimana uno studente che assume una nuova identità di genere potrà recarsi in qualsiasi ufficio universitario e sentirsi chiamato con il nuovo nome. Da Bari a Pavia passando per Roma, Urbino, Firenze o Pisa: università che vai, doppio libretto che trovi. Resta un quesito: quale sarà la prossima?

Giacomo Bianchini

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1 commento

  1. ai miei tempi il “doppio libretto” (previa denuncia “smarrimento” del primo) serviva a perculare mamy & papy sul numero di esami effetivamente passati taroccandone l’esito,adesso invece per perculare il buon senso.
    A margine…in base al principio dello Ius Soli (se nasci diventi e “rendendoti” italiano subito ti agevolo l’iter integrativo) all’atto dell’iscrizione come matricola dovrebbe essere consegnato subito il diploma di Laurea,facilitandone così il conseguimento…

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