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Roma, 15 mar – A quanto pare il Vaticano, che sotto il pontificato di Bergoglio si sta conformando alla modernità in tutto e per tutto, ha deciso di farlo anche per quanto riguarda bufale e fake news. Il 12 marzo, vigilia del quinto anniversario dell’elezione pontificia di Francesco, l’ufficio stampa della Santa Sede ha infatti reso pubblica una lettera del “papa emerito” Joseph Ratzinger, risalente allo scorso 7 febbraio. La missiva di Benedetto XVI era un risposta al prefetto della Segreteria per la Comunicazione, monsignor Dario Edoardo Viganò, il quale aveva donato al Ratzinger gli 11 volumi che compongono la collana La teologia di Papa Francesco, recentemente stampata e presentata ufficialmente al pubblico.
Viganò ne ha dato lettura durante la presentazione della collana, riportando però unicamente questo passaggio, che è poi quello reso noto dall’ufficio stampa vaticano: «Plaudo a questa iniziativa [la pubblicazione dei volumi, ndr] che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi. I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento».
Letta così, la missiva di Ratzinger è stata salutata con grida di giubilo da chi ha sempre mal digerito la contrapposizione tra i due papi (emerito e reggente). Tutto è bene quel che finisce bene? Neanche per sogno. Perché ora salta fuori che Viganò ha deliberatamente omesso la seconda parte della lettera, che rivela invece la fine ironia di Ratzinger e la sua ennesima stoccata al papa pop: «Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti».
In sostanza, la seconda parte della lettera annulla brillantemente la prima. Ratzinger afferma infatti di non aver letto i volumi e, dunque, di non poter esprimere un giudizio teologico sulla collana. Di più: non ha neanche messo in agenda di leggerli, sia per impedimenti fisici che per altri impegni incombenti (scuse vecchie come il cucco). Il che è un po’ come dire: bellissimo il tuo libro, però non ho l’ho letto e non ho neanche intenzione di leggerlo. Dalla lettura integrale della lettera di Ratzinger emerge quindi – a legger tra le righe – una valutazione tutt’altro che lusinghiera del Bergoglio teologo. È pertanto comprensibile perché Viganò abbia deciso di stralciare parte della missiva, operando peraltro una manipolazione che contravviene ai più elementari standard della deontologia professionale.
Vittoria Fiore



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4 Commenti

  1. …però, evidentemente, ne approva i discorsi e comportamenti…..Lasciate perdere: è solo tempo perso…

  2. Ratzinger, l’ultimo Papa di un certo spessore ha detto “non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro”Parla di “volumetti” in quanto contengono gli scritti di uno che di teologia non capisce niente.Francesco da molti cattolici è considerato un eretico ed un anticristo e non ha mai risposto alla lettera di osservazione da parte di importanti uomini della chiesa rellativamente alla sua enciclica amoris letitia.Un Papa che dice “chi sono io per giudicare i gay è già una bestemmia! Tu sei quello che deve promuovere la famiglia naturale! Adesso ha aperto al perdono totale anche per i divorziati e anche cio’ non farà che sfasciare altre famiglie.
    Ha pure cambiato la preghiera del padre nostro perchè(solo lui) sostiene che Dio non ci puo’ indurre in tentazione mentre nella traduzione dal greco è proprio cosi’ e inoltre Dio nella preghiera ci vuole dare la forza di resistere a questa tentazione .Inoltre Francesco stà già aprendo alle messe ecumeniche con i luterani; il piccolo problema è che per questi la messa è una cena in cui Cristo non si rivela cioè il vino e l’acqua non diventano il corpo di Cristo presente con i fedeli.Per finire nella Basilica di San Giovanni in Laterano, se ne uscì affermando che Gesù, nell’episodio dell’adultera, “fa un po’ lo scemo”.Ma come si permette questo di rivolgersi cosi’ ad uno che diede la vita per noi e di cui lui dovrebbe essere un servo.Francesco è uno che parla tanto di pace ma chi lo critiche viene emarginato con una totale protervia.Rende da un punto di vista telegenico molto piu’ del grande teologo Ratzinger ma nella sostanza appoggia i globalisti e la loro visione di un unico stato con una unica religione

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