Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 14 set – Diceva qualcuno che le ossessioni ci consentono di trovare il nostro posto nel mondo. Deve essere particolarmente vero per il fascio-ossessionato Berizzi che – in piena campagna elettorale per le Regionali e soprattutto per un referendum costituzionale – trova il tempo di affidare ai social il suo peculiare pensiero sulla sua fissazione numero uno: «A proposito di referendum, forse sarebbe ora di farne anche uno con questi due quesiti: “Chiudere partiti e gruppi fascisti: SI-NO”. “Clausola elettorale antifascista per tutti i partiti: SI-NO”. O dentro o fuori. Già immagino le indicazioni di voto», il tutto accompagnato dall’immancabile hashtag #Costituzione.

Naturalmente, in un’epoca che ha elevato i post della Ferragni ad acutissima analisi sociologica e politologica per descrivere tragici fatti di cronaca, si può dire che il fascismo sia divenuto come il prezzemolo: sta bene su (quasi) tutto. Ma se il «fascismo eterno» tratteggiato anni fa da Umberto Eco risultava talmente gassoso da potersi accompagnare davvero a qualunque cosa, il «fascismo» continuamente evocato da Berizzi somiglia molto di più all’equivalente di un «guardatemi, esisto anche io, devo guadagnarmi lo stipendio e il posto nel mondo di cui sopra».

A quanto pare sembrava davvero brutto prendere una posizione sul tema del momento, e cioè la riforma costituzionale, invece di incastrarsi nel solito mantra dello «specialista del fascismo in assenza di fascismo». Ovviamente ciascuno promuove se stesso come meglio crede, anche ricorrendo ad altisonanti hashtag che evocano la Costituzione, in un momento in cui una parte della Costituzione è in gioco – e non certo per colpa del fascismo: per vendere i propri libri e i propri articoli, naturalmente, diventa necessario vedere, e soprattutto far vedere, fascismo ovunque.

Qualcuno poi dovrebbe ricordare a Berizzi che non servono «clausole elettorali di antifascismo» perché molto semplicemente il partito fascista è vietato dalla clausola di democraticità e dal divieto di ricostituzione della XII disposizione: il resto – ciò che gli altri indicano come «fascismo», ma non lo è – non rientra nei divieti previsti dai Costituenti. Insomma, Berizzi nel 2020 avverte un «pericolo» che nemmeno nell’immediata fine della guerra i Padri della Costituzione avvertivano come tale. O forse il nostro si sente culturalmente o moralmente superiore anche a loro, e in grado di impartire lezioni su di un nuovo livello, chissà.

Cristina Gauri

7 Commenti

  1. Questi dementi potrebbero inventarsi la clausola antifascista come quella per la richiesta di sale o spazi comunali anche per la presentazione delle liste elettorali dei partiti e movimenti, ovviamente sarebbe incostituzionale, ma ormai riescono a far passare di tutto grazie alla compiacenza di magistrature e Tar compiacenti.

  2. Psichiatra che ha in cura berizzi (ed altri psicolabili antifa) :

    MI diceva che campa sparando cazzate sui fascisti che non esistono più da 75 anni ….
    ma lo fanno in tanti .
    Ah , lei ha cominciato a VEDERLI …. sono qui anche adesso ? (non vuole rispondere)
    Ma sono …. generici personaggi vestiti da ….
    Ah , Bottai , Balbo , De Bono , Mussolini …. lei è CONSAPEVOLE che sono …. MORTI ????
    ma li vede lo stesso …..
    Lei parla loro ? uhmmm
    ma NON le rispondono ? ah , le rispondono ! Comincia ad essere grave il problema ….

    60 gocce di XXXX ogni 4 ore , poi se continua la psicosi passeremo a 2 pastiglie di xxxx ogni ora …. se NON dovesse passare ….c’ è SOLO l’ elettroshock (o la lobotomia…)

  3. Semplicemente ridicolo, ricordo a berizzi che la disposizione n. XII della costituzione è una norma transitoria e come tale destinata ad essere abrogata. La legge Scelba l’ha ripresa trasformando una disposizione transitoria in una norma permanente violando quindi la volontà dei padri Costituenti che prefiguravano, fin dalla sua nascita, una durata limitata nel tempo. Ricordo infine che Renzo de Felice in un memorabile scontro con Giovanni Spadolini negli anni 80 definì grottesca e liberticida la legge Scelba e la XII disposizione della Costituzione italiana. Mai più reati di opinione perché ad oggi l’Italia è una democrazia incompiuta e se vinceranno i partiti nazionalisti alle prossime elezioni politiche la probabilità che venga introdotto il reato di apologia del comunismo è una eventualità molto concreta da scongiurare. I reati di opinione vanno aboliti tutti .

    • Non solo! La primissima versione della cosiddetta “legge Scelba” era molto più restrittiva e il divieto di apologia comprendeva tutti i regimi di stampo totalitario. Fu Palmiro Togliatti, per ovvie ragioni, a convincere il suo collega a modificare il testo.

      Io abolirei del tutto sia la legge Scelba che la legge Mancino. La stessa proposta di abolizione di queste due assurde leggi fu portata avanti anche dalla Lega quando andò, due anni or sono, al governo assieme al M5S ma trovò la ferma opposizione del ministro Alfonso Bonafede.

Commenta